Bastiglia. Scoperto laboratorio tessile irregolare con il 70% di lavoratori cinesi in nero, tra cui 4 clandestini

MODENA – Nelle scorse settimane i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Modena hanno individuato un opificio irregolare, gestito da un pregiudicato di etnia cinese ed operativo specialmente in orari notturni. Per poter accedere nel capannone, che era stato attrezzato con locali dormitorio realizzati mediante materiali di recupero, i finanzieri hanno dovuto aggirare l’ingresso principale, passando attraverso la campagna, e bloccare gli accessi secondari. L’imprenditore, infatti, si era dotato di un sofisticato sistema di videosorveglianza ed aveva predisposto apposite vie di fuga attraverso i campi.

Lo stabilimento di produzione era apparso sin da subito sospetto ai militari, poiché si presentava assolutamente privo di insegne ed aveva le finestre completamente oscurate, per mascherare l’operatività della struttura. I finanzieri, invece, appostati nelle vicinanze sin dalle prime ore dell’alba, avevano notato che diverse persone, tutte di origine cinese, si aggiravano nei pressi dello stabilimento.

Una volta entrati nei locali del laboratorio di confezioni per signora, collocati nel centro abitato di Bastiglia, le Fiamme Gialle, unitamente agli Ispettori della Direzione Territoriale del Lavoro di Modena, hanno identificato complessivamente 13 lavoratori, dei quali 9 sono risultati essere impiegati completamente “in nero”. Ricorrendone i presupposti di legge, è stata immediatamente disposta dagli operatori della D.T.L. la sospensione dell’attività lavorativa per le rilevate violazioni alle vigenti normative in materia di sicurezza sul lavoro. Il provvedimento in questione comporta, tra l’altro, una sanzione pecuniaria di circa 2.000 €, tempestivamente pagata dal soggetto cinese.

Ulteriori accertamenti sono in corso, al fine di procedere con la contestazione della cd “maxi-sanzione” da lavoro nero, il cui valore è pari a circa 2.500 euro per lavoratore irregolare.
All’esito delle indagini, la cui direzione è stata assunta dal Dott. Mazzei, Sostituto Procuratore presso la locale Procura della Repubblica, è scattata nei confronti dell’imprenditore di origine asiatica la denuncia per sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Quattro dei soggetti identificati sono infatti risultati impiegati al lavoro sebbene del tutto sprovvisti di permesso di soggiorno.
La brillante operazione di servizio conferma il ruolo del Corpo della Guardia di Finanza quale baluardo a tutela dell’economia legale e degli operatori del distretto tessile che operano nel pieno rispetto delle regole.

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