Camion diretto in Sardegna con munizioni a bordo

LIVORNO – Venerdi 10 aprile 2015, la Polizia di Stato su richiesta dell’Ufficiale di Guardia della motonave “Mobi Aki” interveniva a bordo per procedere alla verifica della segnalazione dell’ufficiale stesso. L’ufficiale infatti segnalava la presenza di un rilevante quantitativo di munizioni a bordo di un camion diretto in Sardegna. Gli operatori  immediatamente constatavano l’effettiva presenza di sei scatole integre da 250 colpi cadauna marca “Clever” di munizioni per un totale di 1500 colpi. L’autista sentito dal personale del Commissariato Porto di Livorno riferiva di aver ricevuto tale quantitativo da un uomo di Massa per la successiva consegna ad un non meglio indicato uomo , direttore di un poligono in provincia di Oristano. Il consegnatario delle munizioni poco dopo giungeva negli uffici della Polizia Marittima e esibiva agli operatori gli scontrini dell’avvenuto acquisto avvenuto nel pomeriggio presso un armeria pisana di 8 scatole per un totale di 2000 colpi.  Vista l’impossibilità di effettuare gli immediati accertamenti sulle munizioni rinvenute, queste venivano trattenute e nella mattinata successiva l’uomo originario di Massa si presentava negli uffici della Polizia consegnando il materiale mancante ed ancora in suo possesso. Dalla verifica effettuata dagli operatori, l’ uomo e l’autista del camion risultavano privi di qualsiasi titolo di polizia ed autorizzazione per l’acquisto e il trasporto delle munizioni. Premesso quanto sopra, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato porto procedevano sia al sequestro dell’intero lotto di 2000 colpi calibro 12 marca clever che a segnalare entrambi i soggetti alla Autorità Giudiziaria per le rispettive violazioni concernenti l’acquisto e il trasporto della munizioni senza alcun titolo. L’acquirente massese inoltre veniva deferito all’autorità giudiziaria anche per aver affidato munizioni a persona di non dimostrate capacita ( articolo 20 bis legge n.110/75). Inoltre gli operatori della Polizia di Stato provvedevano a segnalare all’A.G. anche il titolare dell’armeria pisana per la violazione della normativa vigente circa la vendita delle munizioni.

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