Caso Loris, convalida fermo: le parole dell’avvocato al termine dell’interrogatorio

Un’altra giornata di interrogatorio per Veronica Panarello. Ascoltata dal gip Claudio Maggioni, alla presenza del suo legale e del sostituto procuratore Marco Rota, Veronica ha continuato a dichiararsi innocente e nel confermare quanto fin oggi dichiarato non ha avuto alcuna esitazione.

“La signora – ha dichiarato l’avvocato difensore Francesco Villardita – ha risposto a tutte le domande del giudice, sia del pubblico ministero che della difesa, in un lunghissimo interrogatorio molto articolato. Non ha avuto alcun tipo di cedimento, riconfermando integralmente la stessa versione dei fatti data in questi giorni agli inquirenti. Ha spiegato ciò che doveva spiegare senza alcun tipo di problema e ha manifestato la propria disponibilità a collaborare con le forze di polizia e magistratura”

. “Al momento – aggiunge Villardita – c’è una richiesta di custodia cautelare da parte del pubblico ministero e di scarcerazione da parte della difesa. Noi ci siamo opposti alla convalida del fermo perché non ci sono i presupposti del pericolo di fuga, elemento principe per avere un decreto di fermo. Non abbiamo richiesto, al momento, né una perizia psichiatrica né un incidente probatorio, poiché in questa fase non è possibile”.

L’avvocato ha inoltre precisato che nel corso dell’interrogatorio, alla sua assistita, non è stato mostrato alcun video e che “si è difesa sugli atti processuali fino a questo momento in suo possesso”.

In merito all’esistenza di un secondo telefonino Veronica ha negato, ammettendo di averne soltanto uno, già a disposizione della magistratura per tutti gli accertamenti del caso. “Il telefonino – continua l’avvocato – è stato già sequestrato, o meglio consegnato spontaneamente quando la donna era ancora libera”.

Nel corso dell’interrogatorio si è inoltre parlato della testimonianza di un vigile urbano che avrebbe visto Veronica transitare nei pressi della scuola, anche se successivamente, lo stesso vigile, dichiarerà di non essere certo se il suo ricordo è legato alla mattina di sabato 29 novembre.

Riguardo poi alle fascette consegnate alle maestre Villardita afferma:” A proposito di fascette, quando la Panarello le ha consegnate alle maestre e si è sentita dire che non erano mai state utilizzate per esperimenti in classe, si è prodigata affinché arrivassero agli inquirenti e le ha consegnate lei spontaneamente per andare alla ricerca della verità”.

Non resta adesso che attendere la decisione del gip che entro domani sera alle 21,00 dovrà pronunciarsi.

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