Caso Loris, nuovo incontro questa mattina in Procura

Continua il lavoro certosino degli inquirenti. Stamattina, intorno alle 11.30, presso la Procura di Ragusa si è svolto un incontro definito “di routine” dal procuratore ibleo. “Si è trattato di uno dei tanti incontri di routine previsti anche per i prossimi giorni – ha detto il dott. Petralia. Un altro è previsto per domani”.

Nessuno sbilanciamento riguardo a quanto discusso.

Alla domanda, però, riguardante la possibilità di un esame a tappeto del DNA, come nel caso di Yara Gambirasio, il procuratore ha risposto:” La richiesta è stata avanzata dalla zia di Davide, è una possibilità che al momento non escludiamo”.

Intanto nel corso della mattinata erano presenti in Procura, per seguire altre cause, l’avvocato della difesa, Francesco Villardita e l’avvocato di Davide Stival, Daniele Scrofani.

Vilardita ha precisato di non aver avuto modo, ancora, di incontrare Veronica dopo la visita del marito e di aver appreso la notizia attraverso i media. “Se volete sapere come sta la mia assistita – ha detto – posso dirvi che quando l’ho incontrata l’ultima volta, due giorni fa, era fortemente provata. Non vuole mangiare, è molto dimagrita, io la definisco al momento una donna larva. Processualmente parlando però Veronica è serena, combattiva, non vuole mollare, vuole dimostrare la sua innocenza”.

Riguardo al quadro indiziario della Procura l’avvocato tiene a precisare come siano numerose le incongruenze.
“Mentre la Procura – afferma l’avvocato – sostiene che la sagoma che si vede entrare all’interno dell’abitazione potrebbe essere compatibile con quella di Loris, il nostro esperto, il prof. Nello Ballossino, docente dell’Università di Torino, ha dimostrato che invece la sagoma potrebbe non essere compatibile con quella di Loris sia per altezza che per quanto riguarda il colore degli abiti”.

A non convincere la difesa nemmeno la ricostruzione, realizzata dalla procura iblea, mediante le immagini catturate dalle telecamere, private e pubbliche, istallate a Santa Croce Camerina.
“Siamo convinti che l’allineamento effettuato dalla Procura –aggiunge Villardita – tra le telecamere pubbliche e private sia errato ne segue, inevitabilmente, una ricostruzione dei fatti errata. Abbiamo pertanto affidato l’analisi ad una ditta esperta di Catania e nei prossimi giorni richiederemo un incidente probatorio”.

L’avvocato torna ancora una volta sulle testimonianze raccolte nell’immediato, testimonianze che avvalorano la tesi della sua assistita e che “non possono non essere prese in considerazione”.

Per la difesa dunque “non esistono gravi indizi di colpevolezza ma solo indizi sufficienti a convalidare il fermo”. “Al processo – conclude Villardita – non si possono portare gravi indizi ma prove certe e queste ad oggi mancano”.

Intanto la fuoriuscita della notizia che Davide Stival, ieri, è andato a trovare la moglie in carcere ha creato un nuovo movimento mediatico. Ad attenderlo, al suo rientro, media locali e nazionali nella speranza di cogliere le prime dichiarazioni a caldo: “Di questo incontro non si doveva sapere assolutamente nulla – ha spiegato l’avvocato di Davide, Daniele Scrofani – e così è stato fino al suo arrivo ad Agrigento. Purtroppo, poi, la notizia è trapelata lo stesso. Come ho già dichiarato ieri il mio assistito è tornato  scosso e al momento non si prevedono ulteriori incontri”.

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