Caso Loris, tra le ipotesi investigative spunta una nuova pista

In procura, a Ragusa, questa mattina non mancava nessuno

RAGUSA – Orazio Fidone ha incontrato i suoi legali, Pietro Savà e Giorgio Assenza che spiegano: “L’incontro è servito per capire se finalmente si possa giungere al dissequestro dei mezzi e chiarire definitivamente la posizione del nostro assistito”.
A tal proposito, Fidone dichiara di aver ricevuto dalla procura “ picche”. Ed aggiunge:” Sono sereno e tranquillo. Aspetto la fine di tutto per gustare serenamente al bar un buon caffè insieme ai miei amici”.
Nessuna dichiarazione riguardo le indagini mentre sulle varie interviste, rilasciate negli ultimi giorni e a vario titolo, da alcuni soggetti, afferma: ”Non faccio riferimento a nessuno in particolare, dico solo che certe persone farebbero bene a stare a casa ad accudire i propri figli”.
Intanto Davide Stival sta valutando l’offerta di lavoro del primo cittadino di Vittoria. “Si tratta – ha detto il suo legale Daniele Scrofani – in effetti, di una soluzione tampone considerato che l’incarico durerebbe fino alla fine del mandato di Nicosia che terminerà l’anno prossimo. Il mio assistito sta valutando la possibilità di accettare ma è indubbio che ciò di cui necessita è ben altro”:
Nella tarda mattinata abbiamo avuto anche modo di sentire il Procuratore della Repubblica, dott. Carmelo Petralia.
“Le indagini – afferma – in questo momento si muovono in due direzioni: da una parte stiamo lavorando ad ulteriori indizi che potrebbero andare a confermare quanto accertato fin ora, dall’altra stiamo valutando la possibilità, anche attraverso la ricerca di mezzi di comunicazione telematici utilizzati quel giorno dalla signora, di eventuali complicità o solo nell’esecuzione o solo nella fase di occultamento del cadavere o in entrambe o nell’istigazione”.
Novità quella dell’istigazione perché fin oggi, nel contesto delle ipotesi, non era mai stata indicata.
Il procuratore riferisce inoltre che prima di ottenere nuovi elementi dai social Whatsapp e Facebook, di cui si è tanto parlato in questi giorni e secondo quanto riportato da alcuni giornali pare che siano stati utilizzati da Veronica per comunicare quella mattina, “ ci vorrà del tempo considerato che i server si trovano fuori dal nostro territorio nazionale”.
Alla domanda sulla presenza di tre sospettati su cui la procura indaga, come riportato da diverse testate giornalistiche, dichiara: ”Ci sono tre, quattro percorsi che stiamo seguendo per accertare eventuali complicità”.
Alla possibilità che una di queste piste possa includere qualche familiare ribatte: ”No, per quel che riguarda l’ambito familiare vorremmo sentire la signora Antonella Stival al fine di capire per quale motivo avanza determinate richieste. Se sa qualcosa perché non riferisce ?”.
Riguardo poi la presenza di tracce di DNA, al vaglio degli inquirenti e diverso da quello della madre, il capo della procura iblea afferma:” Per quel che riguarda il DNA di altri soggetti sono ancora in corso accertamenti, un primo esito ci risulta negativo ma si stanno effettuando ulteriori analisi”.
In merito alla posizione di Orazio Fidone e dei testimoni che affermano di aver visto quel giorno Veronica vicino la scuola e il piccolo Loris per strada, Petralia dice:” La posizione del Fidone rimane al momento invariata ma è solo sotto il profilo formale. Per quel che riguarda le testimonianze raccolte fin ora, contrariamente alla difesa, per noi non sono rilevanti e comunque se anche il Tribunale del Riesame non ne ha tenuto conto…”.
E intanto mentre l’avvocato della difesa Viillardita dichiara di aver presentato la riserva di incidente probatorio in procura si pensa già alle lungaggini che questa richiesta provocherà alle indagini.

Fidone procura
Fidone in procura

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