Caso Loris, Veronica già in carcere

Alle 17,37, al termine dell’interrogatorio, Veronica Panarello è stata tradotta presso la Casa Circondariale Piazza Lanza di Catania. Un’altra lunga ed estenuante giornata per la donna che dalle 11,00 di questa mattina ha dovuto affrontare un duro e lungo interrogatorio. Mentre dall’uscita principale della Questura l’avvocato difensore Francesco Villardita intratteneva i giornalisti con le sue dichiarazioni, Veronica dal retro veniva fatta salire su un’auto civetta e portata via.
“La mia assistita si è professata assolutamente innocente – ha detto l’avvocato. Durante l’interrogatorio ha ribadito più volte il percorso effettuato. Ma ha anche ribadito che i due bambini, quella mattina, sono entrati nell’autovettura e li ha accompagnati a scuola”.
”Nonostante qualche contestazione sia stata fatta – continua l’avvocato – in relazione alle telecamere che, in questa vicenda processuale, hanno assunto il ruolo di prima donna, questa difesa mostra qualche titubanza. L’attività di indagine c’è stata, però non so fino a che punto la stessa sia stata effettuata a 360 gradi. Io ho qualche titubanza, molto seria, in merito alla ricostruzione della vicenda e in merito alle responsabilità della mia assistita. Non ho grandi preoccupazioni, affronteremo la vicenda con grande scrupolo e professionalità”.
In merito alla convalida del fermo Villardita ha poi dichiarato: ”Non è stata ancora richiesta la convalida del fermo per cui penso che, considerati i tempi tecnici e processuali, non avverrà prima di giovedì o venerdì”.
Alla domanda, poi, se oltre al cacciatore, Veronica è indagata risponde:” Formalmente è, allo stato attuale, l’unica indagata. In questo momento risulta l’unica ad aver agito e, nel capo di imputazione, non è stato contestato alcun concorso di reato”.
Riguardo alla restituzione della salma del piccolo Loris non risultano ancora novità. “ In questo momento – dice l’avvocato – cambio ruolo e divento difensore di una persona indagata anche se questo ruolo mi è stato imposto mediaticamente prima che lo fosse realmente”.
Soffermandosi poi sullo stato d’animo della sua assistita dice:” Processualmente è serena, se si può utilizzare questo termine, ma sono numerose le grandi crisi di sconforto da cui viene presa, è distrutta per la morte del figlio”.
L’avvocato ha inoltre dichiarato di non aver avuto contatti con i familiari della donna: ”La mia assistita – ha detto – ha chiesto di vedere il marito ma ancora io non ho non ho avuto modo di parlare con la famiglia”.
Intanto nel corso della giornata a Veronica, mediante tamponi salivari, è stato prelevato un campione di DNA. Si è sottoposta spontaneamente e con grande serenità al prelievo.
Sempre nel corso dell’interrogatorio la mamma di Loris ha avuto modo di visionare il fotogramma che riprende il piccolo, quella mattina, mentre si allontana dall’auto e ritorna verso casa :” La signora ha visto il fotogramma – sottolinea l’avvocato – e ha detto: questo è Loris? Da dove lo avete individuato?”.
Per l’avvocato il soggetto non è assolutamente individuabile:” La certezza non potrà mai averla nessuno – dice – perché dalle telecamere non si potrà vedere mai se il bambino che rientra è Loris oppure un’altra persona”.

Infine, considerata la presunzione d’innocenza di Veronica, alla domanda se ha qualche sospetto sul probabile assassino Villardita risponde: ”La mia assistita non ha nessun sospetto, lo avrebbe certamente riferito immediatamente agli inquirenti. L’unico interesse della signora è oggi, oltre quello di scagionare se stessa da questa diffamante accusa, trovare il vero colpevole. Sono pienamente convinto che questa attività di indagine che, ritengo leggermente frettolosa, possa portare ulteriori risvolti. Molte e troppe sono state comunque le fughe e indiscrezioni per la stampa”.

E mentre Veronica lascia la Questura, contro di lei pesanti ingiurie che l’accompagnano lungo un breve tragitto prima di scomparire insieme a lei.

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