Caso Loris, Veronica Panarello resta in carcere

Rigettata la richiesta di scarcerazione per Veronica Panarello accusata di aver ucciso, lo scorso 29 novembre, a Santa croce Camerina, il figlio Loris.  È questa la decisione del Tribunale del riesame di Catania al termine di due udienze fiume , la prima del 31 dicembre durata 12 ore e la seconda del 2 gennaio di quasi sei ore.

Nel corso delle udienze la Procura di Ragusa aveva confermato la ricostruzione secondo la quale la donna non avrebbe mai accompagnato il piccolo Loris a scuola e,  per ben due volte, avrebbe  transitato, con la propria auto, nei pressi del Mulino Vecchio. A sostegno della tesi della procura le telecamere presenti nel piccolo comune ibleo che dimostrano come quel giorno Veronica non abbia effettuato il tragitto abituale.

Ferma la posizione di Veronica che continua a sostenere di aver accompagnato anche quel sabato il figlio a scuola e si dichiara innocente.

La difesa, nel corso del dibattito in aula,  “ha contestato  tutti i punti dell’ordinanza con memorie e consulenze”. Per l’avvocato Villardita ci sono “diverse criticità” tra le quali il “il protocollo per stabilire l’orario della morte di Loris e la relazione preliminare dell’autopsia”.  Pare infatti che, secondo la perizia effettuata da un consulente del legale, l’omicidio non sia avvenuto tra le nove e le dieci come sostiene l’accusa ma più tardi, prova questa che scagionerebbe Veronica, impegnata a quell’ora in un coso di cucina.

Il legale di Veronica ha  chiamato in causa, inoltre, le diverse testimonianze raccolte nell’immediato. Tra queste  quelle di una donna che ha dichiarato di aver visto intorno alle 9,30 di quel sabato  il piccolo Loris  e di avergli parlato e quella del vigile urbano che ha dichiarato di aver visto Veronica transitare con l’auto nei pressi della scuola. Entrambi i testimoni, secondo quanto riporta l’ordinanza del gip, però, risentiti dagli investigatori hanno dichiarato di non essere certi che i loro ricordi  siano legati proprio a quel giorno.

“Ci sono testimoni  – ha detto Villardita – le cui dichiarazioni sono state analizzate approfonditamente rilevando incongruità rispetto alla tesi dell’accusa” – spiegando che  “non sono indagini della difesa” ma la “rilettura di alcune dichiarazioni”.

La Procura di Ragusa ha tenuto a precisare che non ci sono dubbi sulle perizie eseguite da due medici legali, uno dei quali un esperto del settore della polizia scientifica di Roma.

Per il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, e il sostituto Marco Rota, “tutti gli indizi sono univoci e portano a Veronica Panarello”.

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