Catania, contrasto al lavoro nero: due denunce e due attività sospese

Catania, 17 settembre 2014 – I militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e l’Arma Territoriale di Catania, nel corso di servizi finalizzati al contrasto del fenomeno del lavoro nero e della tutela della dignità e della libertà sui luoghi di lavoro, hanno focalizzato la propria attenzione nei confronti di obiettivi e settori meno controllati e in fasce orarie anche notturne; nell’occasione sono stati variati gli obiettivi e la lente di ingrandimento dell’Arma è stata puntata sul lavoro che viene svolto in occasione delle classiche “feste patronali” dell’hinterland catanese. D’intesa con il dirigente della Direzione Territoriale del Lavoro di Catania, Dott. Fausto Piazza, sono state sottoposte a controllo nr. 8 ditte esercenti il commercio ambulante e gli esercizi pubblici e 4 sono risultate irregolari. Nell’occasione i militari hanno scoperto 3 lavoratori, privi di tutela assicurativa e previdenziale, ovvero completamente in nero. Avendo riscontrato una percentuale di lavoratori in nero pari o superiore al 20% della forza lavoro presente, i militari hanno intimato la sospensione di due attività imprenditoriali come previsto dal testo unico 81/2008 a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, così come recentemente modificato a dicembre 2013. Bisogna riconoscere, tuttavia, la volontà dei datori di lavoro a sanare la situazione di irregolarità, difatti hanno prontamente regolarizzato la posizione delle maestranze, ottenendo così la revoca del provvedimento impartito. Nella tipicità del settore merceologico, i datori di lavoro sono stati invitati ad evitare l’impiego di manodopera in nero ma ad affidarsi alle varie tipologie contrattuali lavorative introdotte a seguito della c.d. Legge Biagi ovvero con l’utilizzo dei buoni lavoro (cosiddetti “voucher”) che, proprio nella discontinuità ed occasionalità lavorativa, posso essere regolarmente utilizzati. A conclusione dell’attività due persone sono state denunciate in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per abusivo utilizzo di impianto di videosorveglianza sui luoghi di lavoro, sono state contestate sanzioni amministrative e ammende per complessivi euro 20.000 e recuperati contributi assistenziali ed assicurativi per circa 2.100 euro per la presenza di lavoratori “in nero”. Anche nei prossimi giorni continuerà l’attività ispettiva al fine di garantire la massima equità in ogni settore produttivo.

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