Catania, Mafia. Arrestato “Enzo Pinocchio” per associazione per delinquere di stampo mafioso

Catania, 28 maggio 2015 – Personale della Squadra Mobile ha arrestato Lavagna Innocenzo (cl.1961), inteso “Enzo Pinocchio” – pregiudicato – latitante, destinatario dell’ordine di carcerazione, emesso in data 15 aprile 2014 dalla Procura Generale di Catania a seguito della pronuncia della Corte Suprema di Cassazione che ha reso definitiva la sentenza di condanna emessa in data 31.10.2012 dalla la Corte d’Appello etnea. L’uomo deve espiare la pena di anni 7 di reclusione per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso.

Su delega della Procura Generale di Catania, sono state avviate, già dall’aprile dello scorso anno, le indagini finalizzate alla cattura del latitante, condotte da personale della Squadra Mobile – Sezione Criminalità Organizzata “Squadra Catturandi, sotto il coordinamento del Servizio Centrale Operativo”.
Nella serata di ieri, gli uomini della “Catturandi”, con il prezioso contributo di specialisti del Servizio Polizia Scientifica appositamente inviati da Roma per la cattura del Lavagna, sono riusciti a scovare il latitante che aveva trovato rifugio nel rione cittadino “Civita”, esattamente  nel retro di una bottega adibita a sala da parrucchiere.
Lavagna Innocenzo è un noto esponente storico del clan Sciuto – “Tigna” e annovera numerosi pregiudizi penali, in specie per reati contro il patrimonio, prevalentemente estorsioni e rapine.
Già nel 1995 era stato sottoposto a fermo di p.g. per associazione per delinquere di stampo mafioso e tentato omicidio aggravato, essendo emerso che il predetto, in concorso con altri malavitosi, stava pianificando l’omicidio di familiari di un collaboratore di giustizia.
In data 2 novembre 2001 Lavagna è stato tratto in arresto da personale della Squadra Mobile, nell’ambito dell’operazione “Game Over”, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania nei confronti di numerosi esponenti della citata cosca, ritenuti responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni e rapine. Per tali fatti Lavagna, in data 20.11.2003, è stato condannato dalla Corte di Appello di Catania alla pena di anni cinque e mesi quattro di reclusione.
In data 26 giugno 2004, la Squadra Mobile, nell’ambito della c.d. operazione “Gold King”, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 24.6.2004 dal G.I.P. del Tribunale di Catania a carico di 43 esponenti della cosca Sciuto – “Tigna”, tra cui il Lavagna che all’epoca era già detenuto, perché ritenuti responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, traffico di sostanze stupefacenti, usura, riciclaggio e altri reati.
L’esecuzione della misura cautelare rappresenta una pietra miliare dell’attività di contrasto condotta dalla Polizia di Stato alla consorteria mafiosa Sciuto – “Tigna”, storica e agguerrita compagine del variegato panorama criminale catanese, capeggiata dal noto boss detenuto Sciuto Biagio.
Espletate le formalità di rito, Lavagna è stato associato presso la casa circondariale di Catania – “Bicocca”.

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