Catania. Non dichiara l’arma ricevuta in eredità, denunciato e sequestrate 16 armi

CATANIA – Nei giorni scorsi, nell’ambito dell’attività di polizia mirata a prevenire e reprimere il dilagante fenomeno dei reati connessi all’irregolare detenzione delle armi, personale del Commissariato Borgo-Ognina ha effettuato controlli straordinari nei quartieri di Canalicchio, Barriera e Picanello.

A seguito di perquisizione domiciliare, presso un’abitazione sono state rinvenute 16 armi (5 fucili, 3 pistole, 3 pugnali, una sciabola, 2 spade, un frustino arabo, 1 tromboncino a pietra focale). Fatto di rilievo è che tra queste è stata accertata la presenza di una pistola a tamburo clandestina (priva di matricola), in cattivo stato di conservazione con evidenti segni di ruggine, che il detentore, tale S.D., ha riferito di avere ricevuto in eredità dal padre senza però averne mai dato comunicazione mediante denuncia all’Autorità di P.S..

Parte delle armi sopracitate avrebbero dovuto trovarsi, in base alla denuncia di detenzione presentata in passato, in altro luogo e non presso l’abitazione dove sono state trovate. Infine, è stata accertata l’omessa custodia delle citate armi che, tra l’altro, erano esposte senza alcuna protezione o particolare accorgimento, in una parete del salone e pertanto custodite in modo negligente e alla portata di tutti. Anche la moglie del citato S.D., tale D.O. è stata indagata in stato di libertà per il reato di omessa custodia.

Durante la citata perquisizione sono stati rinvenuti numerosi manufatti in avorio nonché alcuni corni di grandi dimensioni di specie protette di animali, la cui detenzione (derivante da acquisto e/o importazione), in base alla normativa posta a tutela delle specie protette, integra il reato di cui alla Legge 150/1992. L’avorio, tra l’altro, è protetto dalla convenzione di Washington che disciplina i reati relativi al commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione.

Alla luce dei fatti esposti, le armi e gli oggetti in avorio sono stati sequestrati penalmente e il responsabile è stato indagato in stato di libertà per i reati riguardanti il trasporto, la detenzione illegale e omessa custodia delle armi e detenzione illegale di parti di animali derivanti da specie protetta.

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