Catania. Operazione di Polizia “Final Blow”: 27 arresti

CATANIA – Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania la Polizia di Stato ha dato esecuzione a due distinte ordinanze applicative di misure cautelari, emesse rispettivamente in data 9 e 23 gennaio 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di nr. 27 persone, traendo in arresto:

  1. AIELLO Alfio(cl. 1976), inteso “fungia”, pregiudicato;
  2. CAMPISI Roberto, (cl. 1970), pregiudicato;
  3. CANTONE Mario, (cl. 1988), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari;
  4. CENTAURO Francesco, (cl. 1965), inteso“’a signurina”, pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari;
  5. DE LUCA Salvatore Francesco,(cl.1968), inteso“Franco rapanella”, pregiudicato, già detenuto;
  6. DI STEFANO Carmelo, (cl.1970), pregiudicato, già detenuto;
  7. GIUFFRIDA Michele, (cl.1972), pregiudicato, già detenuto;
  8. GIUFFRIDA Vito, (cl. 1975), pregiudicato, già sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali;
  9. GRASSO Daniele, (cl. 1970), pregiudicato;
  10. GURRERI Giovanni, (cl. 1965), inteso “Zorro”, pregiudicato,già detenuto;
  11. LA PLACAGiuseppe, (cl.1979), pregiudicato, già detenuto;
  12. LINGUANTI Samuel Giovanni, (cl.1991), pregiudicato, già sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali;
  13. NAPOLI Alfio, (cl.1972), inteso “Alfio coddu’i mulu” pregiudicato, sottoposto alla Sorveglianza Speciale di P.S.;
  14. NIGITO Antonio, (cl.1975), pregiudicato, già sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali;
  15. PITARA’ Rosario, (cl.1954), inteso “Saretto ‘u furasteri” pregiudicato, giàdetenuto;
  16. RUSSO Mario, (cl.1972), inteso “Mario Turazzo”, pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari;
  17. SALVO Eros, (cl.1989), pregiudicato, già detenuto;
  18. SCAGLIONE Filippo,(cl.1974), pregiudicato;
  19. SCARDACI Pio Giuseppe, (cl.1986), pregiudicato;
  20. SOLFERINO Sebastiano,(cl.1973) pregiudicato, già detenuto;
  21. SORTINO Gaetano, (cl.1965), inteso “Tanino puri puri”, pregiudicato;
  22. SPINALE Pietro, (cl.1962), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari;
  23. TOSTO Mario, (cl.1961),pregiudicato, sottoposto alla Sorveglianza Speciale di P.S.;
  24. TRICOMI Santo,(cl.1976), inteso “Aricchiazza”, pregiudicato, già detenuto;
  25. ZUCCARO Giuseppe (cl.1973), inteso “occhi azzurri”, pregiudicato;

ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso (cosca Cursoti Milanesi), detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, tentato omicidio e reati in materia di armi, con l’aggravante di cui all’art.7 L.203/91, per avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche della citata organizzazione mafiosa ed al fine di agevolarla. L’ordinanza cautelare è stata emessa a seguito di attività di indagine, condotta dalla Squadra Mobile a riscontro delle dichiarazioni rese da diversi collaboratori di giustizia tutti già affiliati alla citata organizzazione mafiosa, il cui promotore fu il noto Miano Luigi, inteso “Jimmy”, deceduto nel 2005. Le dichiarazioni dei suddetti c.d.g. hanno consentito di tracciare un approfondito quadro del clan in parola, documentando l’ascesa al vertice dei fratelli Carmelo e Francesco DI STEFANO (cl.1973) ed i retroscena relativi l’accesa contrapposizione con il clan Cappello-Bonaccorsi che, al suo acme, sfociò nel ferimento di PARDO Orazio (cl. 1957), i cui esecutori materiali – oltre a DI STEFANO Francesco, MUSUMECI Michele e ANGRI’ Rosario, già destinatari di o.c.c.c. eseguita dalla Squadra Mobile nell’aprile del 2013 – sono stati individuati nel predetto DI STEFANO Carmelo e in SCAGLIONE FILIPPO ai quali, con una delle odierne misure cautelari, è contestato anche il delitto di tentato omicidio. L’agguato in pregiudizio di PARDO Orazio, esponente di rango apicale del citato clan Cappello (tratto in arresto nell’operazione Revenge), era avvenuto la sera dell’1 ottobre 2009, e la vittima designata era riuscita a sfuggire grazie all’intervento di LIOTTA Salvatore (cl. 1961), suo sodale. Nella circostanza, all’indirizzo dei predettiPARDO e LIOTTA erano stati esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco che avevano attinto il primo al ginocchio destro ed il secondo al piede destro. Il grave fatto di sangue, mai denunciato alle FF.OO. era emerso successivamente dall’attività d’indagine condotta dalla Squadra Mobile. Come noto, il tentativo di uccidere PARDO Orazio era stato determinato da contrasti tra le predette cosche, ed in particolare tra i due reggenti, COLOMBRITA Giovanni e DI STEFANO Francesco, legati ai proventi di un’attività estortiva ai danni di un imprenditore edile locale, costretto a consegnare la somma di 4.000,00 euro alla cosca Cursoti Milanesi e 5.000,00 euro una tantum a quella Cappello.Per tali fatti tanto il Colombrita che il Di Stefano Francesco hanno già riportato condanna passata in giudicato. Proprio con gli odierni provvedimenti cautelari è tra l’altro contestato a GURRERI Giovanni la partecipazione nella predetta estorsione, posto che lo stesso aveva avuto un ruolo rilevante nelle richieste di “pizzo” avanzate all’ imprenditore, partecipando, quale alter ego di DI STEFANO Francesco a diverse fasi ed incontri che avevano preceduto e seguito le richieste estorsive ed il ferimento di PARDO Orazio. Le indagini hanno consentito di riscontrare la piena operatività sul territorio della cosca dei Cursoti Milanesi e di “mappare” l’organizzazione interna suddivisa in 6 squadre radicate nei quartieri cittadini di Nesima – San Berillo, a capo della quale vi erano i vertici della cosca; San Giovanni Galermo, dove operava NIGITO Antonio; San Giorgio – Villaggio Sant’Agata, guidata da SOLFERINO Sebastiano; piazza Carlo Alberto “Fiera”, sotto il controllo di TOSTO Mario, che per conto del clan si occupava delle estorsioni agli esercenti del mercato lì allocato; San Cristoforo, a cui capo vi era DE LUCA Salvatore Francesco; Librino, a cui capo vi era RUSSO Mario. Tra i reati fine dell’organizzazione in parola vi erano le rapine, i furti e le estorsioni, nonchélo spaccio di sostanze stupefacenti. Proprio il traffico di droga – a differenza di quanto avveniva nelle “piazze di spaccio” di viale Moncada 16 dove, come noto, l’attività illecita veniva svolta in sintonia tra tre distinti gruppi criminali, tra cui quello dei Cursoti Milanesi, che si avvalevano dello stesso apparato di controllo e di vedette – ed in particolare la concorrenza nella zona di San Giovanni Galermo con le attività illecite gestite da esponenti di un altro gruppo, aveva determinato, nella notte di capodanno del 2012, il ferimento a colpi d’arma da fuoco di tre giovani appartenenti a fazioni contrapposte. L’operazione permette di disarticolare la cosca decapitandone i vertici tra cui figura il noto PITARA’ Rosario, storico esponente di rango apicale del sodalizio mafioso che ha mantenuto un ruolo di responsabilità nonostante fosse detenuto e che, unitamente a DI STEFANO Carmelo e RUSSO Mario, è stato riconosciuto come promotore dell’associazione mafiosa. Tra l’altro, PITARA’ aveva avuto contrasti con i fratelli DI STEFANO, determinati dalla gestione di delle “piazze di spaccio”. Due destinatari della misura restrittiva si sono resi irreperibili e sono attivamente ricercati. Alla fase esecutiva hanno partecipato oltre 100 unità della Polizia di Stato, tra cui equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale e unità del Reparto Volo di Reggio Calabria. Espletati gli adempimenti di rito,gli arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Catania – Bicocca a disposizione dell’A.G.

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