Catania. Un arresto per furto e tentata estorsione

CATANIA – Il 12 aprile il personale della Polizia di Stato ha arrestato il tunisino B. W. (classe 1994) per furto e tentata estorsione.
In particolare, alle ore 7.10 circa, personale della Sezione Polizia Ferroviaria di Catania veniva contattato da un cittadino che riferiva di un avvenuto furto presso la sala d’attesa della Stazione Ferroviaria, in seguito al quale la vittima, un cittadino pachistano, stava inseguendo l’esecutore in direzione della Fontana Proserpina di via 6 Aprile; quindi gli operatori si recavano in piazza Papa Giovanni XXIII e in direzione della villetta adiacente alla Fontana Proserpina notavano due giovani che discutevano animatamente, uno tratteneva l’altro dalla maglietta mentre questi buttava per terra qualcosa che estraeva dalla cintola della tuta.
Nell’occorso gli operatori della Polizia Ferroviaria recuperavano  il permesso di soggiorno del pachistano, che si trovava per terra a pochi passi dove l’arrestato poco prima l’aveva gettato.

La vittima formalizzando la denuncia, chiariva che mentre si trovava all’interno della sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Catania, allorquando, lasciati per qualche secondo i suoi bagagli incustoditi vicino ai due ragazzi tunisini che parlavano tra di loro, si recava presso il primo marciapiede per verificare l’orario di partenza del treno per Enna.

Appena tornato notava che uno dei due giovani stava rovistando all’interno del suo zaino ed alla sua vista si dava alla fuga con 250 euro di sua proprietà che teneva all’interno del bagaglio.

Dopo essersi posto vanamente al suo inseguimento, tornava nella sala d’aspetto dove si avvedeva che nel frattempo gli era stato asportato anche il permesso di soggiorno ed il giovane che poco prima parlava con l’extracomunitario sfuggitogli, gli chiedeva di seguirlo perché se gli avesse dato 100 euro, gli avrebbe restituito i documenti.

Nella speranza di recuperare il permesso di soggiorno, assecondava la richiesta del malfattore seguendolo nella piazza del “Ratto di Proserpina”, dove ribadiva la sua richiesta di consegnare 100 euro per aver indietro i documenti, affermando che se gli avesse dato altri soldi gli avrebbe detto anche dove abitava il suo amico che gli aveva rubato il denaro.

Di conseguenza, il derubato, bloccava il giovane ladro estortore che deteneva i suoi documenti; contestualmente, vedendo arrivare gli operatori Polfer, il citato B. W. gli chiedeva di lasciarlo andare e con mossa repentina buttava per terra il permesso di soggiorno asportato; prontamente gli agenti intervenuti lo immobilizzavano traendolo in arresto.

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