Centuripe. Riceveva merce oggetto di truffa acquistata on line

Centuripe – Nel pomeriggio di ieri,  gli uomini della Squadra Mobile di Enna, diretti dal Vice Questore Aggiunto dott. Gabriele Presti, unitamente agli uomini della Sezione Polizia Postale e delle Telecomunicazioni del Capoluogo– coordinati dall’Ispettore Superiore Diego Antonio Celi  – hanno arrestato un uomo – classe 1978, con precedenti giudiziari e di polizia, tra l’altro per reati contro il patrimonio, alcuni dei quali sfociati in condanne definitive –  poiché colto nella flagranza dei reati di ricettazione di merce provento di truffa, ex art. 648 e 640 c.p. nonché di detenzione di arma clandestina, ex art. 23, comma 1, lettera 1), Legge nr. 110 del 1975, nonché ricettazione della stessa arma.

I FATTI
In particolare – nell’ambito dell’implementazione dei servizi di controllo del territorio e di contrasto ai reati contro il patrimonio – disposti dal Sig. Questore della provincia di Enna Dott. Antonino Pietro Romeo –  gli agenti della Squadra Mobile e della Sezione Polizia Postale e delle Telecomunicazioni acquisivano la notizia secondo la quale un soggetto residente nella provincia di Enna avesse acquistato svariati prodotti da un negozio on-line con sede in Emilia-Romagna, fornendo dati di pagamento rivelatisi clonati. La vittima, titolare del negozio on-line, aveva infatti scoperto che non c’era corrispondenza fra “soggetto pagante” e “destinatario”.

Pertanto  alla luce di tale denuncia, nella tarda mattinata del 23, gli uomini dei due Uffici della Polizia di Stato predisponevano idoneo servizio al fine di intercettare parte della merce truffata, ed in particolare quanto ordinato da una fantomatica donna, in realtà sulla scorta delle generalità fornite per l’acquisto, non esistente.

Gli agenti pertanto monitoravano un corriere intento ad effettuare consegne nel centro di Centuripe, sorprendendo l’uomo mentre ritirava dall’addetto della società di trasporti il pacco contenente la merce truffata, ed in particolare la cassa acustica segnalata come provento di truffa –  in quanto oggetto di denuncia da parte del commerciante.

Alla luce di quanto sopra esposto, lo stesso veniva immediatamente sottoposto a perquisizione presso la sua abitazione ubicata a Centuripe, ove veniva rinvenuta altra merce di apparente provenienza illecita, per lo più acquistata on – line, o oggetti utilizzati per il compimento di tale attività criminale come elettrodomestici, articoli di elettronica in genere, abbigliamento.

Tra la merce rinvenuta, tutta sottoposta a sequestro, vi era un fucile ad aria compressa di fabbricazione turca, nonché alcune scatole di cartucce, un cannocchiale di precisione per fucile. Dai primi accertamenti, la predetta arma risulta essere di potenza superiore a 7,5 Joule, addirittura 27, e clandestina in quanto mancante dei requisiti di legge, ovvero non catalogata da alcun organismo deputato. Gli investigatori ennesi proseguiranno gli accertamenti tesi a risalire alle modalità di introduzione dell’arma nel territorio nazionale.

Alla luce dell’attività di indagine, l’uomo – gravato da numerosi pregiudizi giudiziari e di polizia, alcuni dei quali confermati con sentenza di condanna- veniva arrestato in flagranza di reato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, che coordina le indagini nella persona del dott. Francesco LO GERFO, il giovane veniva accompagnato presso l’abitazione, in Centuripe, per rimanervi in regime di arresti domiciliari.

La condotta criminale del fermato si inserisce nella catena delittuosa del fenomeno, purtroppo vasto, delle truffe perpetrate nell’ambito degli acquisti su internet. Infatti, soggetti privi di scrupoli – inventando sempre diversi nomi di fantasia, ed utilizzando dati di carte di credito, a volte anche reperiti nel c.d.“deep-web”, oltre a documenti d’identità falsi ed utenze intestate fittiziamente a soggetti ignari – riescono ad effettuare centinaia di acquisti presso i più disparati negozi on-line, senza spendere un euro, per poi rivendere tutto, magari anche sfruttando, a loro volta, proprio l’anonimato che offre il canale del web.

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