Collare elettrico al cane da caccia, carabinieri denunciano monterossano

Ragusa, martedì 20 ottobre 2015 – I carabinieri della compagnia di Ragusa hanno denunciato alla Procura della Repubblica un cacciatore monterossano per il reato di maltrattamento di animali.

Domenica mattina un’autopattuglia del Nucleo operativo e radiomobile CC di Ragusa stava percorrendo la SP62 verso Monterosso quando in uno degli ultimi tornanti ha notato sul ciglio della strada un giovane cane da caccia di piccola taglia visibilmente spaesato e impaurito.

I militari, scesi dall’auto, hanno avvicinato il povero animale che, dopo l’iniziale diffidenza, s’è avvicinato ai carabinieri. Questi hanno subito riconosciuto, al collo della povera bestiola, un collare elettrico di quelli illegalmente utilizzati da alcuni addestratori senza scrupoli che pur di sottomettere i cani da caccia ai loro ordini non esitano a provocare loro sofferenze.

Il cane è stato quindi portato a Ragusa e affidato a un cacciatore del luogo ritenuto dai carabinieri particolarmente serio e affidabile. La povera bestiola e il collare sono ovviamente stati sottoposti a sequestro penale.

I carabinieri hanno quindi avviato le indagini per scoprire il responsabile e assicurarlo alla giustizia.

Lunedì mattina hanno portato il cagnolino all’anagrafe canina e hanno scoperto che fortunatamente era dotato di microchip identificativo. Scoperto il nome del proprietario, un 53enne monterossano noto per la sua passione venatoria, i carabinieri della Stazione di Monterosso Almo si sono presentati alla sua porta per cercare il telecomando. Il cacciatore, preso in castagna, ha mestamente ammesso di essere il proprietario del cane e di avere messo il collare al cane per non farlo allontanare. Ha quindi spontaneamente consegnato il telecomando evitando ai militari di procedere con la perquisizione domiciliare.

L’uomo è stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica iblea per il reato di maltrattamento di animali (544-ter del codice penale) che per le gravi condotte prevede la pena della reclusione da tre mesi a un anno.

I carabinieri esistono per tutelare la legge e farla rispettare, a prescindere che la vittima sia umana o animale, questa volta è stata un povero animaletto indifeso. Ora è con altri della sua razza, custodito e trattato con rispetto.

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