Condannato a 16 anni di carcere Salvatore Lo Presti, nel giugno 2013 uccise la professoressa Nobile.

gianni di gennaro

Vittoria (RG) 28/10/2014 – Salvatore Lo presti, il bidello settantenne di Vittoria, che nel giugno del 2013, uccise a colpi di pistola, dentro l’Istituto comprensivo “Pappalardo”, la professoressa Gianna Nobile, è stato condannato, oggi pomeriggio, con sentenza emessa dal Gup Claudio Maggioni del Tribunale di Ragusa, a 16 anni e 8 mesi di reclusione. All’uomo è stata riconosciuta l’attenuante della semi infermità mentale. All’epoca dei fatti, il Lo presti aveva 69 anni, e, nonostante tutti avevano avuto sentore, del pericolo che correvano docenti e alunni della scuola dove prestava servizio, nessuno aveva assunto i provvedimenti del caso. Fatto sta che la mattina del 15 giugno 2013, il bidello “pistolero”, così lo chiamavano alcuni tra quelli che si erano accorti che andava a scuola armato, raggiunse la segreteria, dove da qualche minuto era entrata la professoressa Nobile, le puntò addosso la pistola e le sparò più volte, attingendola all’addome. Un proiettile ha raggiunto la poveretta al fegato e nonostante il tentativo di strapparla alla morte, con un intervento chirurgico, si è spenta dopo qualche ora dal ricovero in ospedale. Su questo delitto, inopportunamente, si disse di tutto, infamando persino la moralità e la dignità professionale della vittima. Gianna Nobile era sposata, madre di due figli e nonna da pochi mesi.

Oltre alla pena detentiva di 16 anni e 8 mesi, l’assassino, una volta scontata la pena, dovrà trascorrere altri 5 anni in una casa di cura e custodia, in conseguenza della perizia medica che gli ha riconosciuto la semi infermità mentale. Inoltre, è stata riconosciuta una provvisionale di un milione e duecentomila euro complessivi, da riconoscere ai familiari della Nobile, per il risarcimento del danno. L’avvocato Daniele Scrofani, legale della famiglia Nobile, ha dichiarato:< La pena è lieve, ma in considerazione della perizia medico-legale, con cui l’omicida risulta semi infermo, non si poteva fare di più>.

Un delitto quello del giugno dello scorso anno, che ha turbato l’intera città, in quanto la professoressa Nobile, era molto conosciuta, stimata e apprezzata, mentre il suo carnefice, nonostante come riferito, notoriamente instabile e aggressivo,  non è stato messo nelle condizioni di non nuocere.

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