Cuneo. Sei casi di violenza su donne (conviventi, ex mogli,) accertati dai Carabinieri in provincia di Cuneo a pochi giorni da Festa della Donna.

Redazione Due, Cuneo, 7 marzo 2016.  Significativo comunicato stampa fattoci pervenire, alla vigilia della “Festa della Donna”, dalla legione Carabinieri “Piemonte e Valle D’Aosta”, Comando Provinciale di Cuneo, su alcuni recenti casi di violenza sulle donne. Sei sono i casi di violenza sulle donne di cui si sono occupati negli ultimi giorni i Carabinieri del Comando Provinciale di Cuneo, proprio a pochi giorni dall’8 marzo Festa della Donna. In tema di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne è elevato l’impegno dell’Arma che sul territorio della Granda può contare su 8 Compagnie e 75 Stazioni. Presso i comandi vi sono sottufficiali, sia uomini che donne (14 in tutta la provincia), preparati alla trattazione di tali reati perché hanno frequentato specifici corsi di formazione che non abbandonano mai le vittime ed anzi le accompagnano, nei casi più gravi le proteggo da ulteriori violenze, nell’iter che segue alla denuncia in caserma. I casi più recenti nel dettaglio:

  • Bra: un operaio 40enne del Roero è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Asti per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ai danni della ex moglie, una operaia 35enne braidese. La donna, all’indomani della separazione dall’ex marito proprio per le ripetute vessazioni e violenze di cui era vittima, era andata a vivere da sola ma lui, affatto rassegnato alla separazione, l’aveva aggredita più volte per strada e sotto casa per costringerla a tornare insieme. La vittima ha presentato denuncia in caserma ed i carabinieri hanno eseguito una serie di accertamenti indagando l’uomo a cui carico potrebbero scattare una serie di divieti per impedirgli di fare ancora del male alla vittima. Sempre a BRA i carabinieri hanno denunciato per maltrattamenti in famiglia anche un operaio 45enne del luogo che, da alcuni mesi, vessava e picchiava senza alcuna ragione apparente la moglie 40enne casalinga romena che lo aveva poi denunciato.
  • Borgo San Dalmazzo: nei guai è finito un operaio 50enne del luogo denunciato dai carabinieri per atti persecutori (stalking) e minaccia aggravata ai danni della ex moglie, una infermiera cuneese 40enne. Dopo la separazione voluta dalla donna lui, nel tentativo di riallacciare i rapporti con lei, l’aveva più volte minacciate con le armi da caccia che detiene regolarmente vessandola e pedinandola continuamente. I militari gli hanno sequestrato cautelativamente i fucili da caccia di cui è detentore ed a suo carico potrebbe scattare una ulteriore misura cautelare. Sempre a Borgo San Dalmazzo è stato denunciato per atti persecutori (stalking) anche un 43enne borgarino disoccupato e con precedenti penali che molestava, ingiuriava per strada ed inseguiva in ogni suo spostamento una 35enne parrucchiera del luogo con la quale aveva avuto una breve relazione. A suo carico è stato richiesto un provvedimento di divieto di avvicinamento alla vittima.
  • Fossano: i carabinieri hanno denunciato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali un extracomunitario regolare 26enne di origini africane che, come hanno poi evidenziato le indagini, da più di 4 anni, usava violenza sia nei confronti della ex moglie, una operaia 30enne fossanese che dei loro due figli minori. La vittima ora vive fuori città dopo la separazione dall’ex marito violento.
  • Savigliano: è stato denunciato dai militari un 60enne pensionato del posto per atti persecutori (stalking) e violenza privata ai danni della sua convivente, una 25enne operaia nei cui confronti usava vessazioni e atti di violenza di vario tipo. In una circostanza, documentata dai carabinieri nel corso delle indagini, l’aveva anche inseguita ed aggredita per strada nonostante la vittima fosse in stato di gravidanza con le conseguenze che ciò avrebbe potuto comportare.

Significativo l’impegno dei carabinieri in questa provincia per contrastare lo stalking nell’anno 2015:

  • 61 i reati di stalking di cui si sono occupati i militari (presso alcune Stazioni Carabinieri dislocate in provincia, come in quella di Cuneo, vi è personale appositamente formato per la trattazione di questo reato, spesso si tratta di personale femminile);
  • 27 i soggetti sottoposti a misure alternative emesse dall’Autorità Giudiziaria in conseguenza delle indagini svolte (arresti domiciliari, divieto di avvicinamento alla vittima, obbligo di dimora, allontanamento dalla casa familiare, etc.);
  • 61 le persone denunciate in stato di libertà per questo reato ed altre 7 sono state arrestate;
  • 4 i soggetti sottoposti al provvedimento amministrativo dell’Ammonimento del Questore.  

E’ bene sempre denunciare alle Forze dell’Ordine ogni forma di violenza che le donne subiscono, talvolta madri, mogli, figlie o conviventi, proprio tra le mura domestiche anche per evitare ulteriori e più gravi conseguenze.       

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