Detenuto si impicca in cella. Sappe: “Secondo suicidio in Toscana in pochi giorni”

Ancora un suicidio di un detenuto in un carcere della Toscana

LUCCA – A poche ore dalla morte per impiccamento di un ristretto a Grosseto, ennesima tragedia ieri nel carcere di Lucca. Ne da notizia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

 “Ieri sera un detenuto di nazionalità tunisina, 28 anni, arrestato ad agosto 2016 per tentata rapina e ristretto nella I Sezione detentiva del carcere lucchese, verso le ore 21.30 si è impiccato alle sbarre della propria cella con delle lenzuola. Proprio ieri mattina lo stesso detenuto era stato condannato dal Tribunale di Lucca a due anni per rapina. E’ stato fatto di tutto per  salvarlo , purtroppo senza riuscirvi”, commenta Donato Capece, segretario generale del SAPPE. “La morte per suicidio di un detenuto in carcere è sempre una sconfitta per lo Stato. Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 18mila tentati suicidi ed impedito che quasi 133mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze”, conclude il leader nazionale del primo Sindacato del Corpo. “Il dato oggettivo è che la situazione nelle carceri resta allarmante. Altro che emergenza superata!”

Mercoledì scorso si era tenuto a Montale (PT) il XIII Consiglio Nazionale del primo Sindacato dei Baschi Azzurri. Il SAPPE aveva evidenziato che “la Polizia Penitenziaria, nelle 18 carceri della Regione, è formata da persone che nonostante l’insostenibile, pericoloso e stressante affollamento – al 31 agosto scorso erano infatti detenute 3.244 persone – credono nel proprio lavoro, che hanno valori radicati e un forte senso d’identità e d’orgoglio, e che ogni giorno in carcere fanno tutto quanto è nelle loro umane possibilità per gestire gli eventi critici che si verificano quotidianamente, soprattutto sventando molti suicidi di detenuti o contenendo gli effetti devastanti di altrettanto numerosi atti di autolesionismo. Più di 2.300 sono invece le persone che scontano una misura alternativa o di sicurezza sul territorio, senza essere fisicamente in carcere. Per questo, la Polizia Penitenziaria della Toscana merita attenzione e rispetto, cominciando a ripianare le carenze di organico quantificate in oltre 800 poliziotti penitenziari in meno nella Regione”.

Il Segretario nazionale SAPPE per la Toscana, Pasquale Salemme, aveva infine ricordato che “nei primi sei mesi del 2016 nelle carceri della Toscana si sono contati 542 atti di autolesionismo, 63 tentati suicidi sventati in tempo dai Baschi Azzurri, 3 suicidi, 5 decessi per cause naturali, 300 colluttazioni e 39 ferimenti: numeri che, più di mille parole, fanno capire con quale e quanto stress operativo si confrontano quotidianamente le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria della Toscana”.

E il suicidio di due detenuti in pochi giorni, a Grosseto e a Lucca, evidenzia drammaticamente la consistenza della denuncia del SAPPE.

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