Due gommoni carichi di migranti e 4 scafisti fermati dalla Polizia a Pozzallo

Fondamentali per le indagini le foto scattate agli scafisti durante i soccorsi.
253 migranti, circa 125 per gommone, 172 gli uomini, 11 le donne, 40 i minori, 800 dollari il costo del viaggio, 200.000 dollari agli organizzatori, 6 ore di navigazione prima della richiesta di soccorso, 100 i migranti trasferiti, 4 gli scafisti fermati, 14 ore la durate delle indagini.
Salgono a 72 gli scafisti fermati nel 2016 (19 minori); nel 2015 sono stati 147.
La Polizia di Stato ha trasferito immediatamente 100 migranti, gli altri saranno trasferiti nelle prossime ore.
Nel 2016 all’Hot Spot di Pozzallo hanno già fatto ingresso 7.090 migranti in occasione di 20 sbarchi.

POZZALLO – La nave della Capitaneria di Porto “fiorillo” ha condotto al porto di Pozzallo 253 migranti salvati alcune ore prima dalla nave “Dattilo” che ha fotografato gli scafisti poco prima di soccorrerli.
Al termine delle complesse indagini sono stati individuati 4 scafisti: MANJANG Lamin, nato in Gambia in data 18.04.1998, PAPE Djigal, nato in Senegal in data 01.01.1990, MOMODOU LAMIN Baideli, nato in Gambia in data 01.01.1996 e MANNEH Katim, nato in Gambia il 06.01.1996.
I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.
I migranti provenienti dalla Siria, Egitto, Somalia e Sudan sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE

Alle ore 08.05 del giorno 11.06.2014, su disposizione della Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, la nave “Luigi Dattilo” CP 940 veniva informata della presumibile presenza di un natante in difficoltà. Alle ore 08.33 circa, durante la navigazione veniva avvistato otticamente ed al radar il natante in questione. Il natante in parola era un gommone di colore grigio chiaro della lunghezza di circa 12 mt.
Venivano così iniziate le operazioni di recupero che terminavano alle ore 09.40 con il salvataggio di 130 persone, di cui 119 uomini e 11 donne, di varie nazionalità del centro Africa. Successivamente veniva soccorso altro gommone e complessivamente venivano tratti in salvo 253 migranti ed accompagnati presso il porto di Pozzallo dalla nave “fiorillo” che nel contempo era giunta in ausilio ai colleghi.

ORDINE PUBBLICO ED ASSISTENZA

Particolarmente complessa la gestione dell’Ordine Pubblico ieri a Pozzallo, stante i numerosissimi minori non accompagnati presenti al centro e i nuovi arrivi, in tutto più di 500 migranti da far partire per altri centri ed accogliere.
Il lavoro degli agenti della Polizia è molto difficile in quanto bisogna far conciliare le esigenze di ordine pubblico, quelle di Polizia Giudiziaria ed ovviamente l’assistenza ai migranti appena sbarcati che resta prioritaria.
Il Funzionario dirigente del servizio di Ordine e Sicurezza Pubblica della Polizia di Stato, con a disposizione decine di uomini, ha dovuto poi coordinare, le immediate partenze, i trasferimenti dall’Hot Spot ad altre regioni e l’accoglienza di centinaia di migranti.
Le operazioni di sbarco non hanno fatto registrare criticità ed è stata prestata la massima attenzione verso i soggetti che avevano bisogno di cure mediche, in particolar modo diverse donne incinte e minorenni.
Alle procedure hanno partecipato 30 Agenti della Polizia di Stato, nonché appartenenti alle altre Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana, Esercito Italiano ed i medici dell’A.S.P. per le visite mediche.
Al riguardo, le attività dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato risultavano complesse, dovendo essere espletate in tempi ristretti, così da permettere anche un immediato invio degli ospiti in altre strutture d’accoglienza.
La Polizia Scientifica ha lavorato consequenzialmente senza sosta per le operazioni di preidentificazione e fotosegnalamento, in considerazione dei nuovi arrivi. Si sta procedendo al fotosegnalamento dei migranti sbarcati ed al loro trasferimento ad operazioni ultimate, da parte degli uomini della Polizia di Stato che lavorano senza sosta.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e la collaborazione degli uomini della nave “Dattilo” della Capitaneria di Porto hanno concluso le indagini in 14 ore dall’arrivo a Pozzallo della nave soccorritrice.
Le indagini della Polizia in questa occasione sono state agevolate dall’ottimo lavoro degli uomini imbarcati sulla nave “Dattilo” della Capitaneria di Porto che avevano soccorso i migranti.
Utilissime le foto scattate nelle fasi di soccorso che hanno permesso di individuare uno scafista e chi gli sedeva accanto che, conseguenzialmente non si è potuto rifiutare di rendere testimonianza.
I migranti escussi dalla Polizia presso gli uffici della Squadra Mobile siti all’interno dell’Hot Spot di Pozzallo non hanno potuto che ammettere di essere stati accanto allo scafista indicandone responsabilità e modalità del viaggio da loro intrapreso.
Al termine delle indagini, gli investigatori hanno potuto raccogliere elementi di prova certi a carico dei 4 scafisti; è emerso che 2 si occupavano del timone e due seguivano la rotta.
I migranti hanno riferito di aver pagato circa 800 dollari americani agli organizzatori che conseguenzialmente hanno incassato circa 200.000 dollari.

LA CATTURA

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.

BILANCIO ATTIVITA’ DELLA POLIZIA

Nel 2016 sono 72 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 150 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.

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