E’ morto in ospedale Gaetano Di Pietro, gli aveva sparato il padre

gianni di gennaro

Scoglitti (RG)  Sicilia -7/10/14 – E’ deceduto in ospedale Gaetano Di Pietro, 37 anni, scoglittiese, gravemente ferito dal padre Giuseppe di 66 anni, che gli ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco, attingendolo all’addome, poco più di un mese addietro. Il decesso risale a meno di un’ora fa, in quanto le sue condizioni si sono aggravate e i medici non hanno potuto fare nulla per strapparlo alla morte.

Come si ricorderà, circa un mese addietro, nella casa dove il giovane abitava con i genitori, alla periferia della frazione marinara di Vittoria, padre e figlio hanno avuto l’ennesimo alterco determinato dalle continue richieste di denaro, che il giovane faceva al padre, in quanto assuntore di sostanze stupefacenti. Dalle parole ai fatti in pochi minuti e Giuseppe Di Pietro, accecato dall’ira, ha impugnato una pistola che deteneva regolarmente, nonostante già fosse stato espresso il parere negativo da parte delle autorità competenti, per la detenzione delle armi ed ha esploso alcuni colpi di pistola contro il figlio, attingendolo all’addome. Soccorso e trasportato in ospedale, le sue condizioni sono subito apparse gravi, ma mai si era temuto per la sua vita.

Trasferito a Catania, il giovane è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico e subito dopo è stato trasferito nel reparto di rianimazione. Nel frattempo, il maresciallo Piscopo, comandante della stazione dei carabinieri di Scoglitti, intervenuto sul posto dove si è verificato il grave episodio, ha dichiarato in stato di fermo il padre del giovane. Ora, la notizia della morte di Gaetano, è arrivata come un fulmine a ciel sereno .

Adesso, il capo di imputazione nei confronti del padre del deceduto, si è trasformato. Fino ad oggi infatti, l’uomo era accusato di tentato omicidio, adesso dovrà rispondere alla giustizia dell’assassinio del figlio.

A Scoglitti,  piccolo centro marinaro, la notizia si è immediatamente sparsa a macchia d’olio e già gli abitanti si sono divisi in due fazioni, c’è chi sostiene che il giovane aveva esasperato la famiglia fino al punto di indurre il padre a compiere il gesto estremo, e c’è chi sostiene che la reazione del padre “assassino” è stata spropositata, ma i pareri contano poco, sarà la giustizia a decidere.

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