Ebola: Oms teme in dicembre da 5-10mila casi a settimana. Ad oggi quasi 9.000 i contagiati. Primo decesso in Germania

In dicembre, secondo l’Oms, il numero di nuovi contagi potrebbe salire a 5.000-10.000 a settimana. Lo ha detto oggi a Ginevra Bruce Aylward, vice direttore generale dell’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms) responsabile della risposta operativa alla crisi di Ebola.“Il numero potrebbe essere un pò più basso, un pò piu alto, ma dovrebbe situarsi nei dintori”, ha detto in una conferenza stampa Aylard. L’obiettivo dell’Oms è di giungere entro 60 giorni, entro il primo dicembre, a un tasso del 70% di sepolture sicure delle vittime di Ebola e del 70% di gestione sicura dei casi ed osservare così un calo dei casi in Guinea, Liberia e Sierra Leone.Intanto il nuovo bollettino dell’Oms, che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,  riporta, avverte che il totale dei casi sfiora i 9.000 (8.914 per la precisione). Il numero dei morti è di 4.447. Tra le vittime vi è anche un primo morto in Germania che è un dipendente sudanese delle Nazioni Unite contagiato dall’Ebola in Liberia. Il paziente è deceduto nell’ospedale di Lipsia. Si tratta della prima vittima del virus in Germania. L’uomo, 56 anni, era arrivato a bordo di un aereo speciale attrezzato per il trasporto di pazienti affetti da malattie contagiose, e ricoverato giovedì scorso. L’annuncio è stato dato dall’ospedale Sankt Georg dov’era in cura. I medici dell’ospedale tedesco avevano definito la situazione «estremamente grave, ma stabile». Era il terzo malato di Ebola arrivato in Germania. All’ospedale di Francoforte è ricoverato un medico ugandese, mentre dopo cinque settimane di cure l’ospedale di Amburgo ha dimesso il primo malato di Ebola, un esperto senegalese dell’Oms, trasferito in Germania.Intanto cresce l’ansia in Texas. Almeno 70 persone del personale dell’ Health Presbyterian Hospital di Dallas sono state coinvolte nella cura di Thomas Eric Duncan, il paziente liberiano morto per Ebola negli Usa pochi giorni fa. Lo riferiscono i media americani. L’elevato numero di persone, tra cui anche l’infermiera Nina Pham che poi è rimasta contagiata, mostra l’enorme sforzo dell’ospedale per salvare la vita dell’uomo, ma rivela anche che molte altre persone potrebbero essere esposte al virus mentre Duncan si trovava in isolamento.Per discutere dell’emergenza Ebola si riunisce martedì sera alle 15 a New York il Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

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