Gela. La Guardia di Finanza sequestra circa duemila alimenti e bevande scaduti esposti in un supermercato gelese

Gela, 11 novembre 2015 – Continuano i controlli delle fiamme gialle a tutela dei consumatori. L’operazione, scattata nella giornata di ieri e traente origine da un normale controllo per verificare la corretta applicazione della normativa fiscale, testimonia ancora oggi, in un periodo di crisi del settore agroalimentare, come l’azione delle Forze di Polizia si ponga costantemente a tutela del consumatore e degli imprenditori in generale, fungendo da baluardo a tutela della libera concorrenza dei prezzi e, soprattutto, della salute dei cittadini.
Ieri componenti della Compagnia di Gela hanno sequestrato gran parte della merce esposta in libera vendita all’interno di un supermercato gelese: si tratta di prodotti alimentari e per il corpo, destinati al consumo sia da parte di bambini che di adulti.
A nulla è valsa la giustificazione del titolare circa la asserita chiusura del locale: all’atto dell’accesso infatti i militari, in abiti civili, sono stati accolti dal personale che li ha indirizzati verso gli scaffali invitandoli all’acquisto, a riprova del fatto che il locale era effettivamente operante.
In tutto 1980 prodotti, tra acqua, bevande analcoliche, alcolici (soprattutto birra), cibarie, prodotti per il corpo e per la cosmesi in generale, detergenti e igienizzanti, indirizzati questi ultimi anche e soprattutto a bambini: questo l’aspetto che più di tutti ha catturato l’attenzione degli operanti, ossia la detenzione e la commercializzazione di prodotti per l’infanzia scaduti, tra cui note marche di biscotti e omogeneizzati.
Sul podio per stazionamento sugli scaffali sono andate delle cozze surgelate scadute nel febbraio di quest’anno, superate da dei dolcetti assortiti e del vino in brick scaduti addirittura nel 2014, rispettivamente a novembre e luglio. Restano al vaglio delle Fiamme Gialle le fatture di acquisto della suddetta merce per verificarne la data e le fonti di approvvigionamento.
Contestata pertanto la violazione dell’art. 10-bis del D. Lgs. 109/92: la norma, disciplinante l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari, vieta infatti la vendita di prodotti che riportano la data di scadenza a partire dal giorno successivo a quello indicato sulla confezione.

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