Genova. Alluvione, strade: 7 milioni di danni sulle provinciali

La somma quantificata dai tecnici «è quella necessaria finora per riaprire con i primi interventi tutti i tratti colpiti, ma serviranno altre risorse per le messe in sicurezza definitive». Nuove chiusure per frane interessano le provinciali 85 di Verzi e 3 di Serra Riccò.

Genova, 13 ottobre 2014 – L’allerta alluvione non è purtroppo finita, ma i danni sulle strade provinciali, dove non si contano frane e criticità sono già pesantissimi: la Provincia di Genova li ha quantificati finora in almeno sette milioni di euro «la somma che sarebbe necessaria – avverte il commissario Piero Fossati che continua i sopralluoghi con i tecnici della viabilità – per riaprire con i primi interventi tutti i tratti colpiti, ma serviranno altre risorse per le messe in sicurezza definitive, e bisogna tenere anche conto che l’emergenza continua e potrebbe scatenare altri problemi».
Squadre e mezzi della viabilità provinciale proseguono intanto controlli e interventi sul territorio: riaperta ieri pomeriggio – a senso unico alternato, per ora ai mezzi leggeri e se le condizioni meteo lo permetteranno da domani anche a quelli pesanti – la provinciale 226 a Ponte di Savignone, sono state però chiuse altre provinciali: la 3 di Crocetta d’Orero, al km. 4,5 nel Comune di Serra Riccò, a monte del capoluogo, per un cedimento della carreggiata provocato dalla violentissima piena del torrente Secca e la 85 di Verzi nel Comune di Cicagna per l’aggravarsi nelle ultime ore di un cedimento stradale, mentre sempre in Val Fontanabuona è riaperta da ieri, dopo lo sgombero di una frana, la provinciale 23 della Scoglina a Favale di Malvaro.
La provinciale 62 Franco Rolandi a Torriglia è ancora chiusa per frane, ma le tre frazioni di Casaleggio, Cavorsi e Obbi sono comunque raggiungibili: la prima da Torriglia e le altre due dalla direzione di Laccio.
Sulla 226 della Valle Scrivia, riaperta come detto a Ponte di Savignone, restano chiusi altri due tratti: a Casella dove lo Scrivia ha demolito un centinaio di metri del muro d’argine della variante parallela al torrente (con transito deviato sulla viabilità comunale)
e nel centro di Montoggio, Comune tra i più colpiti dalla furia dell’alluvione, dove per poter riaprire il transito dovrà prima essere ripristinato il collettore sotto la strada del rio che ha invaso la carreggiata.
Chiuse anche la provinciale 15 del Brugneto a Conio Aveno nel Comune di Rondanina dove l’alluvione ha praticamente cancellato un tratto di quaranta metri di carreggiata, la 21 di Neirone dove sul lato della Val Trebbia sono addirittura un centinaio i metri di strada demoliti, la 586 della Val d’Aveto al km. 49,2 nel Comune di Borzonasca per un grosso cedimento della carreggiata e la provinciale 20 di San Marco d’Urri dove il crollo di un piccolo ponte e un cedimento molto rilevante fra i km. 10 e 12 obbligano i residenti della frazione Rossi a un lungo giro, attraverso il passo del Portello e passando per Torriglia, per scendere in Fontanabuona. «Siamo preoccupati – dice Piero Fossati – perché in questa situazione la frazione di Rossi, abitata da numerose persone, in caso di bufere di neve e ghiaccio nei prossimi mesi, rischia di essere potenzialmente isolata. Per questo, compatibilmente con la disponibilità delle risorse, puntiamo a inserire gli interventi per questa strada fra le priorità essenziali».

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