Individuata vasta frode fiscale operata da gruppo imprese operanti nel settore imballaggi

I Finanzieri del Gruppo di Portogruaro, nell’ambito delle attività di polizia tributaria, hanno individuato 7 imprese, tutte operanti nel settore del commercio all’ingrosso degli imballaggi, le quali, mediante un giro di fatture false (relative, cioè, a operazioni in realtà mai avvenute), abbattevano i loro redditi attraverso l’incremento fittizio dei costi sostenuti che venivano fatti confluire nelle rispettive dichiarazioni sempre regolarmente presentate.
La frode è stata attuata attraverso la creazione di imprese “ad hoc” (le c.d. “cartiere”) le quali, amministrate ufficialmente da “prestanome”, ma gestite nella realtà dagli ideatori della frode, non hanno mai esercitato alcuna attività economica.
Il loro scopo, infatti, era solo quello di emettere fatture attestanti prestazioni in realtà mai avvenute nei confronti di aziende realmente operative che utilizzavano tali costi fittizi per abbattere i loro redditi.
Tale artificio, oltre a consentire un’ingente evasione di imposta, permetteva di conferire a tutte le imprese costituenti l’organizzazione, comprese le “cartiere”, una immagine di grande operatività, tale da renderle credibili agli occhi degli Istituti di Credito che accordavano loro fidi bancari e lo sconto di fatture.
In tale modo, dunque, venivano realizzati rilevanti flussi di denaro tra le imprese coinvolte nel sistema di frode senza che alla base vi fosse alcuna ragione economica derivante da reali prestazioni svolte.
Un ruolo di primo piano veniva svolto dal consulente fiscale delle imprese appartenenti al sodalizio il quale, avendo un quadro d’insieme della situazione delle aziende coinvolte, garantiva la coerenza di tutta la documentazione fiscale e una gestione della contabilità tale da mascherare la reale situazione economica delle imprese stesse e le illecite attività perpetrate.
L’attività ispettiva ha permesso altresì di accertare il coinvolgimento di ulteriori 16 imprese le quali, seppur con un ruolo marginale, hanno a loro volta emesso F.O.I. nei confronti delle 7 imprese protagoniste.
Le operazioni ispettive delle Fiamme Gialle hanno consentito di individuare complessivamente una base imponibile sottratta a tassazione pari a 7 milioni di Euro, a cui corrisponde un’evasione di imposte dirette superiore al milione di Euro, nonché l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per un importo di circa 8 milioni di Euro da cui deriva un recupero di IVA di circa € 2,7 milioni di euro.
Al termine delle indagini, 11 responsabili sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Pordenone, a diverso titolo, per associazione per delinquere e reati tributari.

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