La superficialità nell’assumere badanti “costa caro”: Due furti in abitazioni

Due furti in abitazioni in due settimane da parte di “badanti di fortuna” e nessuna informazione su di loro. I Carabinieri, identificata la prima, sono sulle tracce della responsabile del secondo furto

Tutti ricorderanno della notizia che ha fatto scalpore sugli organi di stampa e sui media locali e nazionali, lo scorso 16 ottobre, che parlava di Angela Alupoae, la badante di origine romena, arrestata con l’accusa di avere rapinato una coppia di anziani di Crotone.
Come è facile ricordare, la donna si era offerta di accudire i due anziani prendendo accordi con il figlio della coppia, e una volta ingaggiata e rimasta sola con le sue vittime, la donna ha sbriciolato alcune pillole di sedativo per addormentare l’uomo e ha attuato una vera e propria razzia all’interno dell’abitazione. L’anziano, ferito alla testa dopo essersi ripreso dall’effetto del medicinale, ha chiesto aiuto ai figli che lo hanno soccorso e portato in ospedale.
Una volta raccolta la denuncia, i Carabinieri di Crotone si sono messi sulle tracce della donna e, superando ogni tipo di difficoltà, riuscirono a trarre in arresto la trentacinquenne scoprendo che la donna, alla quale i militari sono riusciti a dare un volto e un nome, avrebbe compiuto altre analoghe azioni criminali ai danni di anziani soli e malati anche in altri centri del crotonese.
Tale notizia però, dopo aver destato un iniziale e transitorio scalpore è rimasta, probabilmente, solo nella memoria dei vari siti internet, ma non nella coscienza delle persone. Infatti qualcosa di analogo, con modalità meno efferate ma allo stesso modo astute, è avvenuto a Petilia Policastro (KR), in località “Camellino” lo scorso 21 gennaio quando un pensionato 81enne, affidato alle cure di una badante dalle origini est europee, “assunta” da meno di dieci giorni, al risveglio si era data alla fuga impossessandosi di tutti i risparmi conservati all’interno della cassaforte, che era tranquillamente riuscita ad aprire mediante l’utilizzo delle chiavi, per un valore complessivo di circa 11.000 euro e facendo perdere definitivamente le proprie tracce. L’uomo ed i suoi familiari, all’atto dell’intervento dei militari, non era neanche in grado di fornire documenti o altri dettagli che consentissero l’immediata e puntuale identificazione della donna.
Come se tale evento, unito ai recenti fatti di cronaca, non fosse sufficiente ad adoperarsi per prendere le necessarie accortezze al fine di ridurre il rischio di essere vittime di tali incresciosi eventi, anche nella mattinata di oggi un reato identico al precedente si è consumato a Castelsilano (KR) ove una pensionata 86enne al risveglio ha ricevuto la medesima sorpresa e, anche in questa circostanza, la badante “assunta” da appena due giorni, e della quale – anche in questo caso – all’atto dell’intervento dei militari, né la donna né i suoi familiari erano in grado di fornire documenti o altri dettagli che consentissero l’immediata e puntuale identificazione. La badante nella decorsa notte, approfittando delle circostanze, si era impossessata di tutti i risparmi conservati all’interno del cassetto di un comò, per un valore complessivo di circa 4.000€, dandosi alla fuga e facendo perdere le proprie tracce.
I Carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro sono alla ricerca delle due donne. La prima, dopo un’articolata fase d’indagine, è già stata identificata dalla Stazione di Petilia Policastro e deferita all’Autorità Giudiziaria per il reato commesso. La seconda donna, invece, risulta ancora in via di identificazione, ed i Carabinieri della Stazione di Caccuri, coordinati dalla Compagnia di Petilia, stanno seguendo diverse piste tese all’individuazione certa e puntuale della donna.
Fortunatamente, in entrambi i casi, non si sono consumati episodi di violenza e, almeno nel primo caso, i Carabinieri sono già riusciti ad identificare la responsabile del reato. In ogni caso però, anche qualora si riesca ad identificare anche la donna ed assicurarla alla giustizia, appare remota la possibilità che, a soddisfatta giustizia, le vittime riescano a tornare in possesso del denaro rubato.
Ciò considerato, il fattore determinante risulta “prevenire” tali eventi assumendo tutte le accortezze necessarie al fine di non incorrere a questo tipo di raggiri riducendo il rischio, per i propri cari, di essere vittime di analoghi – o ben più gravi – reati, acquisendo tutti i documenti ed i dettagli utili che consentano l’immediata e puntuale identificazione dei soggetti a cui si intende affidare le persone che hanno bisogno di assistenza, facendo affidamento sempre e comunque all’Arma dei Carabinieri o ad altre forze di polizia presenti sul territorio che potranno indirizzare anche le famiglie ed, eventualmente, monitorare i fenomeni di maggior interesse.
In tale contesto il Comando Provinciale di Crotone, per il tramite dei propri Comandi dipendenti, ha già attuato nel recente passato, così come continuerà ad attuare, iniziative di sensibilizzazione all’interno delle parrocchie e nei centri per anziani, al fine di sviluppare maggiore consapevolezza tra i cittadini ed all’interno del tessuto sociale, e prevenire e reprimere con maggiore efficacia fenomeni criminali di tale natura.

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