L’affare plastica riciclata e la “stidda” arresti a Vittoria

Vittoria 24 ottobre 2019 – C’è anche l’ex pentito Claudio Carbonaro tra le 15 persone finite in manette poche ore fa, nel corso di una operazione della polizia di Stato, in particolare delle squadre mobili di Ragusa e Catania, coordinate dalla DDA etnea.
Secondo le prime indiscrezioni trapelate, i dettagli dell’operazione saranno resi noti alle 10,30 di oggi, nel corso di una conferenza stampa che si terrà nell’aula Raciti della Questura di Ragusa, il boss che si era pentito ed è stato sottoposto a protezione insieme alla famiglia, stava riorganizzando la stidda per tornare a farne parte con un ruolo di primo della classe. Carbonaro, insieme ai suoi due fratelli e a una fedele cosca, negli anni 90 era elemento di spicco della stidda. Quattro anni addietro, tornato a Vittoria per pochi giorni, ha rilasciato una intervista al nostro Direttore Gianni Di Gennaro, nel corso della quale aveva lanciato una richiesta di aiuto allo Stato, asserendo che proprio lo Stato, dopo averlo sfruttato, lo aveva abbandonato. Adesso, avrebbe riorganizzato la cosca, ma è caduto, insieme ad altre 14 persone, nelle maglie della rete della polizia. Oltre agli arresti, sono state poste sotto sequestro 5 aziende che hanno un valore approssimativo di 5 milioni di euro. Le indagini della polizia, coordinata dallo SCO, hanno permesso di bloccare sul nascere la riorganizzazione di una pericolosa associazione per delinquere di stampo mafioso. Oltre al riciclo illecito della plastica, sembrerebbe dai primi accertamenti che anche il territorio ragusano possa essere definito una seconda “terra dei fuochi” con prodotti altamente nocivi per la salute seppelliti qua e la. ( Da tempo un professionista “inascoltato” denuncia questo fenomeno n.d.r.) Ai 15 vengono contestati i reati di: estorsione pluriaggravata, illecita concorrenza a suon di minacce, lesioni aggravate, ricettazione, danneggiamento, porto di armi da sparo. Ulteriori dettagli nelle prossime ore.

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