Mafia e riciclaggio. Trento Ragusa solo andata.

Trento. 20 marzo 2020
La Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro, ettari di terreno impiantati a vigneto e fabbricati, per un valore di oltre settanta milioni di euro, di proprietà di una cantina del gruppo Mezzacorona: la Feudo Arancio, la cui sede è a Sambuca di Sicilia. Il GICO della GdF di Trento, ha ricostruito in maniera certosina, gravi responsabilità a carico di soggetti del Gruppo Mezzacorona, che avrebbero acquisito beni immobili nell’Isola, che erano di proprietà degli esattori Salvo, i due cugini: Nino e Ignazio, ritenuti da sempre molto vicini alla famiglia mafiosa di Salemi. Già in passato i due cugini Salvo, erano stati più volte al centro di inchieste giudiziarie, e dopo la loro scomparsa, al loro posto, sarebbero subentrati “prestanome”.
Per effettuare le operazioni transattive di trasferimento dei beni, secondo quanto riferito dalla DDA e dalla Procura Nazionale antimafia e antiterrorismo, nonché dai militari del nucleo di polizia economica e finanziaria della GdF di Trento, si sarebbero avvalsi della complicità di un commercialista e di un imprenditore siciliano. Le indagini svolte dagli inquirenti, hanno accertato che lo scopo delle operazioni poste in essere, sarebbe stato quello di riciclare risorse, liberandosi di beni immobili di proprietà, in quanto ricevuti, gestiti attraverso attività criminale, in modo da poterli sottrarre a misure cautelari restrittive, e reinvestire i proventi “ripuliti”, in altre attività illecite.
Le indagini che hanno riguardato tre province: Trento, Agrigento e Ragusa, dove si trova il vigneto “Feudo Arancio”, si sono avvalse anche del contributo di un collaboratore di giustizia, che avrebbe detto agli investigatori, che si trattava di “operazioni di messa a posto”, utili queste, sempre secondo il collaboratore, per garantire denaro e posti di lavoro, per aziende e professionisti legati alla mafia.

Print Friendly, PDF & Email