Massacrati di botte e derubati. La Polizia di Stato effettua tre arresti.

Fingevano di voler incontrare partner occasionali ed una volta a bordo dell’auto della vittima appena adescata, la attiravano in luoghi appartati dove, insieme ad altri complici, la massacravano per derubarla di ogni oggetto. Quando le vittime non avevano denaro le obbligavano ad effettuare prelievi al bancomat. Insulti di ogni tipo durante la consumazione del reato: “gente come te mi fa salire il sangue alla testa”, “pezzo di finocchio”, “frocio”.

La Polizia di Stato – Squadra Mobile e Commissariato di Vittoria –  ha eseguito le catture di Gerratana Christian nato a Vittoria il 22.07.1994, Velardita Gaetano nato a Comiso il 30.01.1995 e Marino Emanuele nato a Comiso il 06.12.1999, disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Ragusa su richiesta della Procura della Repubblica iblea.

Tutti gli indagati sono accusati di aver commesso più rapine, estorsioni, lesioni gravi e violenza privata. Reati aggravati dall’aver agito in luogo isolato, in tempo di notte ed approfittando di circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare la privata difesa.

A fine giugno la prima di una serie di rapine veniva consumata a Vittoria, precisamente alla “zona” (la zona industriale viene così chiamata da tutti, da qui il nome dell’operazione). La rapina descritta dalla prima vittima ha destato subito particolare allarme.

Recatasi alla zona industriale per poter incontrare un partner occasionale, durante l’attesa è stata raggiunta da uno degli autori che fingendo di voler fare amicizia la convinceva a spostarsi per cercare un posto isolato dove fare due chiacchiere.

Parcheggiata l’auto a poche centinaia di metri dal luogo dell’incontro il finto partner ha iniziato a colpirlo ripetutamente trascinandolo fuori dall’auto e minacciando di ammazzarlo di botte se non avesse consegnato tutti gli oggetti di valore ed il denaro. L’autore del reato veniva prontamente raggiunto da due complici ed insieme prima lo picchiavano procurandogli lesioni gravi e poi lo costringevano a recarsi ad un vicino bancomat per prelevare altro denaro sotto la minaccia di continuare a picchiarlo.

I malviventi durante la brutale rapina continuavano ad insultare la vittima con gravi frasi omofobe: “pezzo di finocchio”, “gente come te mi fa salire il sangue alla testa”, “frocio”. Il reato di rapina veniva consumato a Vittoria, mentre i prelievi coatti di denaro al bancomat, ovvero l’estorsione, veniva consumata ad Acate, luogo di residenza di alcuni soggetti catturati.

Dopo appena tre giorni da questa cruenta rapina, gli indagati ne consumavano un’altra con lo stesso modus operandi e sempre ai danni di soggetti che si erano recati alla zona industriale per incontrare dei partner occasionali. In questo caso la brutalità della condotta criminosa raggiungeva livelli ancora più gravi. Preso il guinzaglio del cane della vittima trovato in macchina, composto dal manico in cuoio e catena, colpivano la vittima ripetutamente ripetendo sempre gli stessi insulti omofobi. In questo caso la vittima ha riportato lesioni guaribili in 30 giorni.

Allo stesso modo sono state consumate altre rapine e violenze. Gli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato di Vittoria, infatti, mettendo in correlazione le due condotte praticamente identiche, hanno scoperto che erano stati consumati altri tre reati denunciati ad altra forza di Polizia ma identici nel modus operandi.

Immediate indagini hanno permesso di individuare un gruppo di giovani residenti tra Acate e Vittoria. Da lì a poco gli uomini della Polizia di Stato hanno convocato tutte le vittime presso gli uffici della Squadra Mobile per poter acquisire altri elementi utili alle indagini.

Grazie alla piena collaborazione delle vittime dei gravissimi fatti reato è stato possibile ricostruire quanto accaduto in modo dettagliato. Il fil rouge che univa tutti i reati era sicuramente l’aver preso di mira i frequentatori del parcheggio della zona industriale, luogo di incontri conosciuto ai residenti. à

Il modus operandi identico ha indirizzato gli investigatori nel presupporre si trattasse di un gruppo coeso che conoscesse la zona, pertanto sono stati studiati i soggetti che orbitavano nella stessa zona, individuando un bar poco distante luogo di ritrovo degli indagati.

Lo studio di alcuni impianti di videosorveglianza installati nell’area delle rapine e la piena conoscenza del territorio da parte degli uomini del Commissariato di Vittoria e dei controlli costanti delle Volanti operanti nell’ipparino di tutti i soggetti, ha permesso di indirizzare le indagini in modo immediato nella giusta direzione.

Gli odierni arrestati sono stati videoripresi mentre fingevano di voler essere avvicinati dalle vittime per consumare un rapporto sessuale. Si aggiravano nella zona a piedi per poi salire in auto con la persona offesa da adescare. Il sistema di videosorveglianza ha ripreso mentre alcuni di loro arrivavano con uno scooter in zona e dopo aver fatto un giro di perlustrazione uno scendeva e si metteva sul marciapiede in attesa che qualcuno gli chiedesse un incontro, gli altri restavano nascosti per poi seguire la macchina nella zona isolata.

La Procura della Repubblica iblea subito informata dei fatti ha coordinato le complesse attività investigative. Tutte le vittime opportunamente assistite dagli esperti investigatori hanno riconosciuto gli autori dei reati subiti senza ombra di dubbio, avendo agito a volto scoperto.

Considerata la gravità dei fatti e la preoccupazione di un reiterarsi di fatti reato così gravi, il Sost. Procuratore titolare delle indagini ha richiesto immediatamente la misura cautelare. Il Giudice per le Indagini Preliminari non appena ricevuta la richiesta ha disposto la custodia in carcere.

Durante le perquisizioni effettuate a carico degli arrestati sono stati rinvenuti telefoni e tablet di proprietà delle vittime e saranno a loro restituiti tempestivamente.

“La Polizia di Stato ha messo fine ad una serie di gravissimi fatti reato commessi in territorio di Vittoria grazie alla piena collaborazione delle vittime”.

 

 

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