Messina. Arrestata dalla Polizia la “banda del gasolio” ai danni dell’ATM

Messina, 25 ott 2014 – Stamani la Questura di Messina ha dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di undici soggetti ritenuti, a vario titolo, responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di innumerevoli furti aggravati di carburante ai danni dell’Azienda di trasporto municipalizzata di Messina (A.T.M.) nonchè di ricettazione.
In particolare, l’ordinanza prevede l’applicazione di misura cautelare personale della custodia cautelare in carcere nei confronti di due soggetti, tra cui un dipendente dell’A.T.M.; la misura degli arresti domiciliari nei confronti di altri due soggetti, tutti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati di ingenti quantitativi di carburante ai danni dell’A.T.M.;

la misura cautelare personale dell’obbligo di dimora nel comune di residenza nei confronti di un altro soggetto, dipendente dell’A.T.M., ritenuto responsabile del reato furto aggravato;

la misura cautelare personale dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di sei soggetti ritenuti responsabili del reato di ricettazione continuata.

L’indagine prende avvio nel mese di ottobre 2013 allorquando la DIGOS attivava dei servizi tecnici avendo modo di constatare che un gruppo di persone, tra cui alcuni dipendenti dell’A.T.M. (Ente strumentale del Comune di Messina,unico proprietario, che impiega circa 600 dipendenti) sottraevano gasolio dai mezzi destinati al pubblico trasporto per poi venderlo al dettaglio.

L’indagine ha scoperto un’organizzazione che privava continuamente gli autobus destinati al trasporto pubblico del carburante occorrente ed ha evidenziato che gli odierni indagati mostravano totale disprezzo per la cosa pubblica e per i bisogni della collettività, atteso che l’azienda municipalizzata conta su scarse risorse economiche ed è da anni coinvolta in numerose vertenze sindacali. L’attività di indagine ha riscontrato, inoltre, la presenza di un vero e proprio impianto di distribuzione artigianale, creato dagli appartenenti all’associazione per delinquere, deputato alla vendita del carburante a prezzi concorrenziali ove si recavano quotidianamente autovetture e addirittura pulmini i cui serbatoi venivano riempiti con il carburante precedentemente sottratto dal deposito dell’A.T.M. ove venivano custoditi gli autobus dell’azienda municipalizzata.

Un conteggio sulla quantità di gasolio asportato dagli odierni arrestati, a far data dall’ottobre 2013 a tutt’oggi, fa rilevare una perdita da parte dell’A.T.M. di oltre €80.000. Poichè sulla base dei riscontri, si suppone che l’attività illecita posta in essere dall’associazione criminale possa aver avuto avvio nel dicembre 2011, ben prima dell’avvio di questa indagine, se ne deduce che il conteggio empirico sulla quantità di gasolio illecitamente asportato, a far data dal dicembre 2011 a tutt’oggi, fa rilevare una perdita economica per l’A.T.M. di oltre € 250.000 ed il contestuale guadagno da parte dell’associazione criminale di oltre €180.000. Nell’ambito del procedimento penale risultano indagati ulteriori sedici soggetti, tra cui diversi dipendenti dell’A.T.M., in quanto ritenuti responsabili a vario titolo dei reati sopra indicati.

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