Messina. La GdF scopre lavoratori “in nero” e carne adulterata

MESSINA – I finanzieri del Gruppo di Messina hanno eseguito, nelle scorse settimane, un’operazione finalizzata al contrasto dell’economia sommersa e alla tutela della salute dei consumatori, che ha portato alla scoperta di cinque lavoratori “in nero” presso una macelleria del centro cittadino.
Nel corso del controllo l’attenzione degli investigatori si è concentrata su alcuni prodotti alimentari esposti per la vendita e, in particolare, sull’anomala colorazione “rosso vivo” della carne. È stato, quindi, richiesto l’intervento del personale del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell’A.S.P. di Messina per l’esecuzione di specifiche analisi scientifiche, al fine di reprimere eventuali sofisticazioni alimentari.
Dalle recenti risultanze ottenute dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri” di Palermo è emerso che i campioni prelevati risultavano essere adulterati con sostanze non consentite, in particolare con degli additivi vietati dalle disposizioni vigenti in materia di preparazione e conservazione degli alimenti, che possono causare problemi a soggetti allergici a tali sostanze.
Secondo quanto accertato dagli ispettori dell’azienda sanitaria messinese la carne veniva trattata per migliorarne l’aspetto esteriore, simulandone la freschezza, mascherando, così, il naturale processo di trasformazione e ingannando, in definitiva, i consumatori finali.
L’attività si è conclusa con la segnalazione all’Ispettorato del Lavoro di cinque lavoratori irregolari, con la contestazione di violazioni amministrative da un minimo di 30.000 € a un massimo di 180.000,00 €, mentre, per la parte di competenza dell’A.S.P. di Messina, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria del titolare della macelleria per utilizzo di sostanze illecite e con la contestazione di violazioni amministrative delle norme igienico-sanitarie relative alla tenuta dei locali e delle attrezzature ivi presenti.
L’attività del Comando Provinciale della Guardia di Finanza punta, ancora una volta, al contrasto delle diverse tipologie di economia sommersa, che alterano gli equilibri del mercato generando forme di evasione sia di imposte che contributiva e, contestualmente, alla salvaguardia della salute dei consumatori contro ogni specie di manipolazione dei prodotti.

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