Palermo, narcotraffico e Cosa Nostra: Disarticolata organizzazione criminale siculo-campana

Operazione “Tiro Mancino”

PALERMO – Un centinaio di uomini della Polizia di Stato hanno dato esecuzione a 24 provvedimenti cautelari su 26 emessi dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo, nei confronti di altrettanti componenti di un’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico, su richiesta dei Pubblici Ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia, Procuratore Aggiunto Dr.ssa Teresa PRINCIPATO e Sostituti Procuratori Dr.ssa Amelia LUISE, Dr. Siro DE FLAMMINEIS e Dr. Bruno BRUCOLI. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Palermo, diretta da Rodolfo RUPERTI, hanno permesso di disarticolare una joint venture criminale siculo-campana che curava l’importazione e l’introduzione nei mercati delle Province di Palermo, Agrigento e Trapani, di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana.
Gli arresti hanno, di fatto, smantellato la linea di comando e le fila di due sodalizi locali, uno dei quali collegato ad una parallela organizzazione napoletana, che lo riforniva di droga.
Il primo dei due sodalizi era attivo nell’importazione, da Napoli al territorio siciliano, di ingenti quantitativi di cocaina ed eroina, principalmente destinati a rimpinguare le scorte dei grossi trafficanti locali; questi, a loro volta, rifornivano gli intermediari, deputati, invece, ad approvvigionare oltrechè i mercati del Capoluogo isolano, anche, in larga parte, quelli della Sicilia Occidentale, di località quali Mazara del Vallo, Marsala, Alcamo e Castellammare del Golfo.
Anche la Provincia di Agrigento veniva interessata all’illecito smercio, in luoghi come Palma di Montechiaro.
AI vertice di tale sodalizio i palermitani ABBATE Antonino cl. ‘83 e DI GIOVANNI Giovanni Battista cl. ’71: il primo appartenente ad un ceppo familiare storicamente organico alla compagine mafiosa della Kalsa, inserita nella famiglia mafiosa di Palermo Centro, mandamento di Porta Nuova; il secondo, fratello del più noto capo-mafia DI GIOVANNI Gregorio, inteso “u’ reuccio”, già capo del locale mandamento mafioso di Porta Nuova.
Tale organismo delinquenziale palermitano risultava stabilmente collegato all’omologa organizzazione partenopea costituita da fornitori di droga napoletani, individuati in MANCINO Mario cl. ‘56 , MATUOZZO Ferdinando cl. ‘52 e SPASIANO Ciro cl. ‘79. Tra l’altro, dopo i primi sequestri di droga operati, la cellula criminale partenopea, già impegnata nelle illegali forniture al sodalizio palermitano del gruppo facente capo all’ABBATE e al DI GIOVANNI, aveva attivato un altro canale di approvvigionamento – immediatamente individuato della Sezione Antidroga – in favore di soggetti legati ad esponenti della locale compagine mafiosa della Guadagna.
Tale ulteriore canale di approvvigionamento di droga era stato documentato attraverso il rinvenimento e sequestro di 3,7 chilogrammi di cocaina e di 500 grammi di eroina, per l’occasione trasportato da due donne napoletane, già arrestate in flagranza nel corso delle indagini.
L’altro sodalizio criminale era, invece, capitanato dal FUMUSO Francesco Antonino cl. ’67, già colpito da misura cautelare nel 2009 per reati di mafia, coadiuvato, nell’illecita attività di importazione in Sicilia di hashish, da alcuni dei suoi più stretti familiari.
Nonostante il suo stato di cattività domiciliare, il FUMUSO riusciva, comunque, a pianificare e gestire un imponente traffico di sostanze stupefacenti, finalizzato a mantenere altamente vitali i mercati di droga di Palermo, di Villabate e Misilmeri.
Quest’ultimo asse di approvvigionamento illecito era stato “cristallizzato” dagli investigatori dell’Antidroga con un maxi sequestro di hashish proveniente dalla Romagna, occultato nel doppiofondo di un camion carico di patate, sequestrato il 31 luglio 2013.
Complessivamente, nel corso delle investigazioni che hanno condotto all’ odierna operazione, convenzionalmente denominata “Tiro Mancino”, la Sezione Antidroga della Squadra Mobile palermitana è riuscita ad intercettare e sequestrare circa 13 chilogrammi di cocaina, 700 grammi di eroina, 425 chilogrammi di hashish e 1chilogrammo di marijuana.
In una perquisizione, operata nel corso delle indagini all’interno di un’abitazione riconducibile all’ABBATE Antonino, gli investigatori della Polizia di Stato avevano rivenuto e sequestrato, oltre a 1,5 chilogrammi di cocaina, una replica di pistola semiautomatica, modificata per sparare cartucce ordinarie, ed il relativo munizionamento.
Contestualmente all’esecuzione dell’ordinanza restrittiva della libertà personale emessa dal G.I.P. di Palermo a carico degli indagati, grazie anche alla preziosa collaborazione degli agenti della Sezione Criminalità Organizzata della Mobile, esperti in accertamenti patrimoniali, gli investigatori hanno provveduto a dare corso anche al provvedimento precautelare con cui, in via d’urgenza, i Pubblici Ministeri della locale Direzione Distrettuale Antimafia hanno disposto il sequestro, ex art. 12 sexies del D.L. 306/1992, del complesso dei beni, mobili ed immobili e delle altre consistenze patrimoniali, ammontanti a quasi 1 milione di Euro, riferibili ai consanguinei (padre e figlio) FUMUSO Francesco Antonino e FUMUSO Antonino.

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