Non volevo uccidere volevo solo intimidire così Assenza al magistrato inquirente

Vittoria – Sicilia – 27/01/2016 – Amici, parenti, conoscenti e gente comune che magari non conosceva Giorgio Saillant, il vigile del fuoco, ucciso con un colpo di fucile da caccia, sparato in pieno volto da Filippo Assenza, hanno reso l’estremo omaggio ad un uomo che tutti consideravano un galantuomo. Centinaia di persone hanno stazionato davanti alla casa del quartiere Forcone, dove Saillant abitava con la famiglia, e dove è stato freddato ancor prima che potesse scendere dall’auto.
Un delitto dai contorni passionali quello maturato nella testa e nel cuore dell’imprenditore vittoriese che aveva avviato una attività imprenditoriale a Londra,
Quelle telefonate sempre più frequenti, i messaggi trovati sul telefono cellulare della moglie, i continui viaggi di questa a Vittoria da Londra, dove anche lei risiedeva con la famiglia; comportamenti e atteggiamenti insoliti hanno fatto scattare nella testa di Filippo Assenza, una molla che ha offuscato la sua lucidità, fino al punto da avere un unico chiodo fisso :uccidere il presunto rivale in amore, l’amante della moglie.
Adesso Assenza contesta la volontarietà e la premeditazione, asserendo davanti al Giudice Monica Monego, che non voleva uccidere, ma solo intimidire, far capire a quell’uomo, che la donna che aveva sposato era solo sua.

Queste le parole pronunciate da Assenza, quando ha ricostruito davanti al sostituto procuratore Monica Monego, gli ultimi momenti in cui era un libero cittadino.
Di parere opposto la Procura, che ritiene che Assenza sia venuto apposta dalla Gran Bretagna per lavare con il sangue l’onta subita e ripristinare il suo onore personale,
Fatto sta che ancora nel 2016, in una Sicilia ormai riscattata da vecchi pregiudizi e finalmente in lotta con la “piovra”, continuano ad accadere questi incredibili fatti di sangue.

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