Noto. La polizia di stato arresta un uomo per tentato omicidio

NOTO – Nella serata di ieri, Agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato di P.S. di Noto, al termine di una celere attività investigativa, arrestavano RAELI Gianluca (classe 1978) residente a Noto, per tentato omicidio premeditato e pluriaggravato.
Intorno alle ore 18.00 di ieri, una giovane ragazza contattava telefonicamente il Commissariato di Noto chiedendo aiuto perché il padre era stato violentemente aggredito da una persona a lei nota, in un’abitazione sita in Via Boito. Gli uomini del Commissariato giunti sul posto accertavano che una persona, gravemente ferita e sanguinante dalla testa, aveva perso conoscenza. Il malcapitato, un uomo ultracinquantenne, veniva condotto all’ospedale di Avola con un’ambulanza.
Gli agenti si ponevano, pertanto, alla ricerca dell’autore dell’aggressione e, dalle prime informazioni acquisite, riuscivano ad identificare il Raeli, già noto alle forze di polizia ed in atto sottoposto all’obbligo di presentazione alla PG. Lo stesso, pochi istanti prima dell’arrivo dei poliziotti, aveva fatto irruzione nell’abitazione della vittima (suo ex suocero) e, sorprendendolo nel sonno, lo aggrediva con calci e pugni fino a fargli perdere conoscenza. La minore, che si trovava con l’aggredito, terrorizzata per la violenza cui aveva assistito, lasciava la casa e chiamava la Polizia. Dopo aver commesso il delitto, l’aggressore fuggiva via ed incrociando l’attuale compagna dell’uomo la minacciava gravemente di morte. Gli Agenti, poco dopo, rintracciavano l’autore del reato nella sua abitazione e raccoglievano importanti elementi di prova che consentivano di accusare il Raeli della violentissima aggressione. Alcuni capi di vestiario dell’uomo, tra cui un paio di scarpe, ancora intrise di sangue, venivano sequestrati. Il movente di tanta ferocia è riconducibile ai dissapori seguiti alla fine del rapporto sentimentale con la figlia del ferito. La vittima veniva giudicata dai medici in prognosi riservata per ematoma cerebrale. L’arrestato, dopo le incombenze di rito, veniva condotto in carcere.

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