Omicidio Nicosia la polizia scava nella vita privata del commerciante.

Vittoria. 13 settembre 2016
Gli uomini del dottore Amarù, dirigente del locale commissariato, e quelli del dottore Ciavola, dirigente della mobile iblea, impegnati nelle difficili indagini tendenti a fare luce sull’efferato delitto portato a termine da due sicari in pieno giorno, in una zona molto trafficata, stanno ricostruendo in maniera certosina, gli ultimi movimenti del commerciante di ricambi per auto, Salvatore Nicosia, freddato ieri mattina poco dopo le 9 con due colpi di fucile da caccia sparati da distanza ravvicinata all’addome, mentre si trovava all’interno del suo negozio, sulla Vittoria Santa Croce Camerina, a poco più di 2 chilometri dal centro urbano.
Due i killer che hanno aperto il fuoco che non ha lasciato scampo alla vittima designata. Gli assassini di Nicosia, sono arrivati sul posto probabilmente accompagnati da una terza persona, poi sono entrati in azione senza alcun timore di essere visti o sentiti e senza esitazione. Dopo avere colpito alla testa con un corpo contundente l’uomo molto corpulento e praticante di arti marziali e cultura fisica, lo hanno giustiziato, attingendolo, come riferito, con due micidiali colpi di fucile.
Subito dopo si sono allontanati dal luogo del delitto, utilizzando il furgone di proprietà della stessa vittima, furgone ritrovato successivamente abbandonato in aperta campagna.
E’ probabile, nonostante gli investigatori si siano trincerati dietro il più stretto riserbo, che nel momento in cui i due killer abbandonavano il furgone, possano essere stati ripresi da alcune telecamere di sorveglianza piazzate proprio nei paraggi.
Gli agenti della scientifica sono partiti dunque, proprio dalle tracce lasciate all’interno del furgone. Un delitto le cui modalità non lasciano spazio ad alcuna interpretazione, se non quella della punizione inflitta ad una persona che ha calpestato i piedi a qualcuno che conta.
Salvatore Nicosia, trentanovenne di Vittoria, recentemente era stato denunciato dalla moglie per maltrattamenti, era definito da tutti, un violento, irascibile, attaccabrighe e capace di scatenare la propria ira sugli altri, anche senza un motivo sufficientemente valido.
Molto spesso, secondo indiscrezioni trapelate, si accompagnava con personaggi “chiacchierati”.
Sarà un lavoro duro quello degli investigatori, che già trovano un muro insormontabile di silenzio, intorno all’episodio criminale.
La città intanto si interroga e si chiede se siamo tornati indietro nel tempo fino al triste periodo degli anni bui che ha visto decine di morti ammazzati per le strade. Vittoria appare agli occhi dei vittoriesi, sempre di più una città senza regole e senza controlli, dove tutto è possibile e dove l’impunità regna sovrana.
Ieri infatti, tre ore dopo il delitto, in pieno giorno e in pieno centro, nella piazza Sorelle Arduino di Scoglitti, proprio davanti agli uffici comunali, a due bar e a un supermercato, ignoti hanno danneggiato, probabilmente con un grosso fuoristrada, la scalinata che porta dalla piazza, nel luogo dove giornalmente si radunano centinaia di bambini con le famiglie, per fruire dei giochi. Nessuno ha visto o sentito niente, segno questo, di una degradante omertà che imperversa e che non può essere attribuita a nessuno, ma solo alla sconsiderata e incivile convinzione, che chi vede o sente, deve “farsi i fatti suoi” e non deve denunciare.
Se non cambia il modo di pensare, se non cambia l’atteggiamento, questa città e chi la vive, è destinata a morire.

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