Operazione antimafia a Taranto: 49 arresti

Taranto, 6 ottobre 2014 – Accusati a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di stupefacenti, omicidio, estorsione, rapina e detenzione di armi da fuoco, sono stati arrestati questa mattina dalla Squadra mobile di Taranto.L’operazione chiamata “Alias” è stata coordinata dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Lecce e ha visto impegnate le Squadre mobili di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Matera, Napoli, Reggio Calabria, Sassari e Verona, nonché il Reparto prevenzione crimine di Bari e Lecce, l’elicottero del Reparto volo e la Squadra cinofili della questura di Bari.

Il gruppo criminale operava a Taranto e aveva esteso la sua egemonia principalmente nelle città di Verona e Sassari.

L’indagine ha avuto inizio alla fine del 2012 in seguito alla scarcerazione, avvenuta dopo oltre 20 anni, di due noti esponenti della malavita tarantina.

Riacquistata la libertà, i due hanno ricomposto lo storico clan che, negli anni ’90, in alleanza con il boss Antonio Modeo detto “messicano”, imperversava a Taranto; La ricostruzione del clan diede vita ad una feroce “guerra” per il predominio sul territorio che portò oltre un centinaio di morti .

Potendo contare su una nutrita schiera di fedelissimi, il nuovo gruppo ha intrecciato, in breve tempo, rapporti con altri malavitosi calabresi, sardi e veronesi, specie nel campo degli stupefacenti.

Durante le indagini sono state documentate alcune estorsioni consumate e tentate ai danni d’imprese che operano nel campo dell’edilizia stradale e piccoli imprenditori.

È stato accertata, altresì, la responsabilità del clan nell’omicidio a colpi di pistola di un pregiudicato, avvenuto a maggio del 2013, a Taranto.

Nel corso dell’esecuzione delle 52 ordinanze di custodia cautelare, 3 persone sono risultate irreperibili, 6 sono già detenute, mentre 5 si trovavano agli arresti domiciliari.

Il capo della Polizia Alessandro Pansa, questa mattina, in una telefonata al questore di Taranto Enzo Giuseppe Mangini, si è complimentato con le donne e gli uomini della Polizia di Stato impegnati nell’attività investigativa che ha portato a questo brillante risultato.

Ha inoltre ringraziato personalmente il procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce.

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