Operazione “Carlos”: Sgominata dai carabinieri di Fossano banda di spacciatori

FOSSANO – I Carabinieri della Compagnia di Fossano hanno concluso, in collaborazione con i colleghi di Savigliano, un’ indagine, coordinata dal Dr. Massimiliano BOLLA della Procura della Repubblica di Cuneo, su un gruppo di spacciatori operante a Racconigi (CN) ed altri centri cuneesi e torinesi, arrestando 1 cittadino senegalese, detto ”CARLOS”, da cui il nome dell’operazione, responsabile dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti e del decesso di una ragazza morta di overdose.
I militati fossanesi, a fine giugno del 2015, erano intervenuti a casa di una 30enne, che abitava da sola, trovata priva di vita. Subito si era pensato ad un malore ma, dagli esami tossicologici emergeva che la causa era un’overdose da assunzione di droga tagliata male.
I carabinieri, analizzando il suo telefono, individuavano lo spacciatore che le aveva ceduto la dose letale in quanto la ragazza aveva installato, nel suo cellulare, un programma che registrava tutte le conversazioni. Proprio da una di queste telefonate risultava che aveva contattato un certo “Carlos” per rifornirsi di droga (eroina e cocaina).
Dopo mesi di indagini, compiute sia con intercettazioni telefoniche che con metodi tradizionali (appostamenti e pedinamenti), i militari individuavano il “Carlos”, un 33enne senegalese, clandestino perché privo di permesso di soggiorno, abitante a Racconigi. Lui, insieme al fratello, aveva dato vita ad un florida spaccio avvalendosi di una rete di “vedette” che favorivano l’illecita attività rendendo le indagini difficili. Gli spacciatori, ad ogni minimo pericolo, si spostavano in altre stazioni ferroviarie della tratta Torino–Savona (Cavallermaggiore, Savigliano, Carmagnola).
E’ emerso che “Carlos” aveva già subito una pesante condanna per spaccio quattro anni prima a Torino e che, dopo avere scontato solo una parte della pena, aveva optato per l’espulsione dal territorio nazionale in cambio della libertà. Tuttavia ritornava in Italia sotto mentite spoglie appropriandosi dell’identità di un connazionale incensurato in regola col permesso di soggiorno, così da passare indenne ai controlli. Al termine delle indagini “Carlos”, che nel frattempo sentendosi braccato stava per darsi nuovamente alla fuga, veniva fermato. Sottoposto a rilievi foto-segnaletici emergeva la sua vera identità e veniva arrestato, sia per il residuo pena che doveva scontare e sia per le false generalità e documenti di cui si avvaleva per eludere i controlli.
Il senegalese veniva poi raggiunto da ben altre tre ordinanze di custodia cautelare in carcere per lo spaccio della droga e per la morte della ragazza a cui aveva ceduto la dose letale. Sono state infatti accertate più di 400 cessioni di stupefacenti avvenute tra le stazioni ferroviarie di Racconigi, Cavallermaggiore e Carmagnola. Lo spacciatore ed il fratello viaggiavano in treno dando appuntamento ai clienti, di volta in volta, sulle banchine delle stazioni ferroviarie.
Lo spaccio messo in atto dai senegalesi era favorito da un complesso sistema di “vedette” di cui facevano parte gli stessi acquirenti i quali, dopo avere ricevuto la droga, per lo più attraverso passaggio delle dosi tra le cavità orali, vigilavano sulle altre cessioni, di fatto militarizzando un quartiere di Racconigi che pattugliavano con bici e scooter segnalando la presenza di pattuglie delle Forze di Polizia. I clienti erano poi obbligati a tenere le dosi in bocca sino a che non si fossero allontanati ed a consumarle lontano dal luogo della cessione in modo che, se fossero stati fermati, le avrebbero dovuto ingoiare. In tal caso la droga gli sarebbe stata risarcita tramite una nuova cessione gratuita.
Sono indagati infatti per favoreggiamento altre 3 persone, una donna e due uomini di Savigliano.
Sono anche stati individuati con certezza 30 acquirenti italiani, tutti poi segnalati alla Prefettura di Cuneo. Tra loro persone di ogni età ed estrazione sociale, tra i quali professionisti e commercianti. Molti approfittavano della pausa pranzo dal lavoro per rifornirsi di droga.
Il senegalese DIAGNE BADARA di 33 anni è stato quindi arrestato e condotto nel carcere di Cuneo con l’accusa dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e morte come conseguenza di altro delitto per il decesso della ragazza fossanese per overdose, mentre il fratello (che risponde solo di spaccio di stupefacenti e non del decesso della giovane tossicodipendente) è stato catturato dalla Guardia di Finanza a Ladispoli (ROMA), dove nel frattempo si era nascosto con lo scopo di far perdere le proprie tracce, nel corso di una retata di venditori ambulanti di merce contraffatta tra i “vu cumprà” ed ora è detenuto in carcere a Civitavecchia (ROMA).

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