Operazione “Goldfinger”: Eseguite 11 misure di custodia cautelare nei confronti di associazione a delinquere

Milano, 21 giugno 2015 – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, hanno dato esecuzione a 11 misure di custodia cautelare nei confronti di soggetti appartenenti ad un sodalizio criminale, radicato nel legnanese e nei comuni limitrofi, dedito alla perpetrazione di una molteplicità di reati che nel tempo ha permesso ai membri dell’associazione criminale di raggiungere una posizione di egemonia nel campo delle attività commerciali dei c.d. “Compro Oro”.
Le indagini, coordinate e dirette dal Sost. Proc. della Repubblica di Busto Arsizio – dott.ssa Nadia Alessandra Calcaterra, hanno consentito di svelare l’esistenza di una solida struttura associativa, finalizzata alla commissione di reati di ricettazione, omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento e/o distruzione di documentazione contabile obbligatoria, riciclaggio, falso in registro e notificazioni, concorso in incendio, concorso in simulazione di reato, in violazione agli artt. 56, 61 n. 2, 81, 110, 416 co 1 e 2, 423, 367, 648, 648 bis C.P. e artt. 2, 8 e 10 del D.Lgs. 74/2000.
Capo dell’organizzazione M. R., noto alle cronache locali anche per la pubblicità operata nei confronti delle Istituzioni nonché di Autorità ecclesiastiche e religiose, sia per le “ricompense” promesse a coloro che avessero fornito elementi utili per l’individuazione dei responsabili dell’assassinio di Yara Gambirasio e della titolare di una gioielleria di Saronno uccisa all’interno del proprio esercizio.
M.R., già prima del provvedimento emesso dall’A.G. di Busto Arsizio, stava scontando la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno della durata di anni 2, in quanto, nel luglio scorso, era stato arrestato in flagranza, per reati di maltrattamenti in famiglia e di violenza sessuale commessi ai danni della propria convivente.
Oltre 23 le attività economiche finite nel mirino dei militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Legnano, i quali hanno accertato che:

  • l’oro di provenienza delittuosa ricevuto (o quantomeno, determinati quantitativi dello stesso), veniva “ripulito” attraverso fusione presso fonderie a ciò deputate o attraverso annotazioni fittizie nei registri di PS dei negozi appartenenti alla rete delle imprese gestite dal sodalizio;
  • sono stati sottratti al fisco oltre 5.400.000 euro di elementi positivi di reddito.

Perquisite le dimore degli arrestati, effettuate con l’ausilio delle speciali unità cinofile “antivaluta”.

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