Operazione Tokhla: 9 arresti per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Catania, 3 dic 2014 – Su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Catania, la Polizia di Stato (Squadra Mobile di Catania e Servizio Centrale Operativo) ha tratto in arresto:

  1. ABRAHA Flipos, (cl. 1995);
  2. MAHAMMED ALI Abdallah, (cl.1990);
  3. EBRAHIM Omar, (cl.1988), tratto in arresto a Roma;
  4. MOHAMED Abdullatif, (cl.1988), tratto in arresto a Milano;
  5. IBRAHEM Suleman, (cl.1984), tratto in arresto a Monza;
  6. KHASAY Kibrom, (cl.1986), tratto in arresto a Marsala;
  7. SEID MAHAMUD KAR Mahmud, (cl.1986), tratto in arresto a Milano;
  8. IBRAHIM Omer Munire, (cl.1995);
  9. GOITOM Efrem, (cl. 1996), 10. TESFAMARIAM Measho, (cl. 1985), tratto in arresto in Germania,

ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I primi nove sono stati tratti in arresto, in esecuzione al provvedimento di fermo di indiziato di delitto, disposto dalla predetta A.G. in data 20.11.2014, mentre il TESFAMARIAM, già domiciliato in Germania, è stato tratto in arresto nella giornata di ieri, in collaborazione con la Polizia federale tedesca, nella città di Muncheberg, in quanto destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa in data 28.11.2014 dal G.I.P. del Tribunale di Catania con contestuale M.A.E., per i medesimi reati. L’ordinanza cautelare accoglie gli esiti di un’articolata attività investigativa, coordinata dalla D.D.A. di Catania, e colpisce l’organizzazione internazionale responsabile della traversata conclusa con il tragico naufragio di un’imbarcazione carica di migranti avvenuto in acque internazionali al largo delle coste libiche tra il 27 e 28 giugno 2014 e che ha cagionato la morte di 244 persone senza alcun superstite. L’indagine è stata avviata a seguito dello sbarco avvenuto lo scorso 13 maggio, nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”, al porto di Catania, della nave della Marina Militare Italiana “Grecale”, con a bordo 206 migranti di varie nazionalità e 17 cadaveri di varia nazionalità. Le indagini tecniche hanno consentito di riscontrare l’esistenza di un’organizzazione a carattere transnazionale, operante sia in Italia che in Libia, Eritrea ed altri Stati nord-africani che, dietro il corrispettivo del pagamento del prezzo per il viaggio, favoriva l’ingresso illegale via mare in Italia di clandestini provenienti dall’Africa. In particolare, TESFAMARIAM, operando in Libia, è ritenuto tra gli organizzatori delle predette traversate dallo Stato nordafricano nonché uno dei responsabili della traversata culminata con il tragico naufragio del 27/28 giugno. L’indagato, tratto in arresto in Germania, era emerso anche dalle dichiarazioni dei parenti delle vittime del naufragio che tentavano di contattarlo per avere notizie dei propri congiunti. In Italia sono stati individuati dei sodali dell’organizzazione, segnatamente in questo capoluogo, in Lombardia e nel Lazio, con compiti di supporto logistico ai migranti ed agli scafisti in arrivo dalla Libia al fine di aiutarli a fuggire prima dalla Sicilia e poi dall’Italia verso altri Stati del Nord Europa. Dagli esiti delle indagini è emerso che, nell’arco temporale maggio – settembre 2014, l’associazione in parola ha organizzato almeno nr.23 viaggi verso le coste italiane. Nel corso dell’esecuzione dei decreti di fermo, durante un controllo eseguito in uno stabile ubicato in questa via di Prima nr.60, all’interno di un vano-sottotetto, la cui porta di accesso risultava chiusa a chiave, sono stati trovati nr.9 sedicenti cittadini somali, di cui 8 minorenni, clandestini sul territorio nazionale. Gli extracomunitari erano stati rinchiusi in quell’abitazione in attesa che i loro parenti inviassero denaro per il loro trasferimento nei paesi del Nord Europa. Nella circostanza è stato tratto in arresto ANDEMARIAM Yemane, (cl. 1978) ritenuto responsabile dei reati di sequestro di persona e favoreggiamento della permanenza clandestina. Alla fase esecutiva hanno fornito un notevole contributo il Servizio Polizia Scientifica e le Squadre Mobili di Roma, Milano e Trapani e la Polizia federale tedesca.

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