Padova. Assaltarono portavalori, ferendo gravemente una guardia giurata; catturati altri due componenti della banda

Padova, 27 settembre 2014 – I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Padova hanno tratto in arresto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere due italiani pregiudicati ritenuti responsabili a vario titolo di aver fatto parte del commando che nella serata del 21 aprile 2012 assalì, per rapinarlo, un portavalori della CIVIS che stava ritirando l’incasso da un supermercato di Veggiano (PD). Nella circostanza una guardia giurata fu gravemente ferita con un colpo di pistola a bruciapelo ed un’altra fu sequestrata dai banditi per coprirsi la fuga. Gli arrestati sono un 56enne e un 39enne.
Le indagini sin da subito erano state molto difficoltose in considerazione delle modalità operative del commando, che per assaltare il portavalori con a bordo le tre guardie giurate, usò una tecnica para militare, ordinata e fulminea, non lasciando, così, molti indizi sul campo.
Proprio da queste poche tracce partirono gli investigatori: i filmati delle telecamere di sorveglianza, i bossoli di uno dei fucili automatici usati per l’assalto, e tanti altri piccoli particolari messi da parte nell’immediatezza dei fatti e che solo nel tempo hanno trovato una loro giusta collocazione e giustificazione.
Tutti questi elementi sono confluiti in un network informativo creato con l’unico scopo di assicurare alla giustizia chi con tanta efferatezza aveva sparato a bruciapelo ad una delle guardie giurate che già era stata disarmata e resa inoffensiva.
L’attività informativa, scaturita dalle rivelazioni di fonti confidenziali orienta gli investigatori su un gruppo di insospettabili, pare italiani.
Vengono mobiliti tutti gli organi investigativi della regione Veneto e primo riscontro importante avviene il 18 novembre del 2013 quando i militari del Nucleo Investigativo di Vicenza fanno irruzione in un garage di Fiesso d’Artico dove trovano un auto rubata e un vero e proprio arsenale. Nella circostanza vengono appunto tratti in arresto il Baldan ed il Nalesso.
Dagli esami balistici eseguiti dal RIS di Parma si appura che una delle armi sequestrate è l’AK-47 che sparò tre colpi a Veggiano e che una delle pistole recuperate era in uso, sempre la stessa sera, ad una delle guardie giurate a cui era stata sottratta nel corso della rapina. L’accertamento è stato reso difficoltoso in considerazione che la matricola della pistola era stata abrasa.
Nell’occasione non è sfuggito agli investigatori padovani, che insieme alle armi era stata sequestrata anche una mototroncatrice circolare, identica a quella descritta dalla guardia giurata che fu sequestrata dai rapinatori per coprirsi la fuga. Il malcapitato, all’epoca, fu chiuso nel bagagliaio della macchina con cui i rapinatori stavano fuggendo e si ritrovò faccia a faccia con il portentoso attrezzo da scasso. La sua descrizione è stata cosi meticolosa che sicuramente quello sequestrato ai due era lo stesso visto la sera del 21 aprile 2012.
All’interno del garage altre piccole tracce, soprattutto profili di DNA, non sono sfuggiti all’attenta analisi degli uomini del RIS di Parma. Attribuire un nome ai proprietari di ogni singolo profilo è stato un lavoro lungo e certosino.
Il personale del Nucleo Investigativo di Padova, infatti, dopo aver ricostruito una serie di relazioni tra vari pluripregiudicati dediti a questo tipo di crimine, ha iniziato una attività di analisi e monitoraggio dei loro spostamenti e frequentazioni, fino ad arrivare all’identificazione degli arrestati odierni, successivamente confermato dal riscontro del DNA.
Il buon esito delle investigazioni, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Sergio DINI, ha permesso al G.I.P. presso il Tribunale di Padova, di emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i due pericolosi malviventi che sono stati ristretti presso la casa circondariale di Venezia, il 56enne e il 39enne.

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