Padova. Sequestrati beni per 130 mln di euro

PADOVA – I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Padova, con il supporto dei competenti comandi territoriali, a conclusione di una indagine patrimoniale, hanno operato nelle province di Padova, Vicenza, Treviso, Belluno, Ferrara, Bologna, Siena, Roma, Napoli, Salerno, Taranto, Matera Cosenza e Varese per dare esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, emesso dal Tribunale di Padova, su proposta della Procura della Repubblica presso il Tribunale -Direzione Distrettuale Antimafia – di Venezia, nei confronti di nei confronti di Francesco Manzo, 71 anni, nato a Nocera Inferiore, ma residente a Padova, pregiudicato, perché sospettato di riciclaggio di ingenti somme di denaro. Il provvedimento di sequestro interessa un capitale complessivo di circa 130 milioni di euro.Mediante notifica del provvedimento presso le competenti camere di commercio, conservatorie registri immobiliari, direzioni d’istituti di credito e pubblico registro automobilistico, i militari hanno “congelato” l’intero patrimonio a lui riconducibile, inclusi capitali sociali, conti correnti bancari e postali, nonché i beni mobili ed immobili per un valore complessivo stimato in 130milioni di €.
In particolare, sono stati sequestrati: 350 unità immobiliari; 15 terreni; 1 fabbricato rurale; 52 società per un valore complessivo del capitale sociale di euro 1.450.000 (unmilionequattrocentocinquantamila euro); 224 rapporti bancari e cassette di sicurezza; 18 autocarri; 52 autovetture di varie marche e modelli;
8 motocicli; 1 motoveicolo.
L’ingente sequestro, scaturito dall’applicazione del Decreto Legislativo 159/2011, il c.d. “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”, è il frutto di una articolata indagine patrimoniale condotta dai militari del Nucleo Investigativo di Padova, coordinati dal dott. Zorzi, della Procura Distrettuale Antimafia di Venezia. Gli inquirenti, al termine di lunga attività investigativa, hanno ricostruito una filiera di società, tutte facenti capo direttamente o indirettamente al Manzo, tramite le quali gestiva il considerevole patrimonio. Le attività di indagine sono scaturite in relazione alla disponibilità del MANZO di questa abnorme massa patrimoniale, in netta contrapposizione con le esigue capacità reddituali dell’interessato, pressoché nullatenente per l’Erario.
I dettagliati e puntuali elementi di riscontro raccolti dai militari dell’Arma e vagliati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia, hanno consentito al Presidente del Tribunale di Padova, nel dispositivo del decreto di sequestro, di affermare la sussistenza del fumus per l’adozione della misura di prevenzione. Dall’indagine, infatti, emerge una palese sproporzione tra l’entità dei redditi dichiarati dal Manzo  -e dai suoi familiari- e la quantità di beni ed enti societari a lui riferibili. Sicuramente non va sottaciuta, hai fini dell’applicazione della misura del sequestro preventivo d’urgenza, la personalità del MANZO, soggetto che annovera “variegati e significativi precedenti penali e di polizia anche in relazione ad organizzazioni criminali qualificate in ragione delle sue continue e anche fotograficamente documentate frequentazioni”.
Proprio nella combinazione di questi due ultimi requisiti, uno oggettivo e l’altro soggettivo, unitamente alla acclarata capacità del MANZO di “repentini cambi patrimoniali e di denominazione” dei beni a lui riconducibili, si inserisce l’essenza del provvedimento stesso.  Sono altresì in corso di esecuzione 42 decreti di perquisizione domiciliari e personali scaturiti da un procedimento penale connesso, per violazioni di cui  art. 12 quinquies legge 356/92 (attribuzione fittizia di beni ed utilità) poiché, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale, il Manzo attribuiva fittiziamente la titolarità delle quote sociali delle società, beni mobili ed immobili a terzi, ora coindagati per concorso nel medesimo reato. Sequestrati 40000 € in contanti e svariati effetti bancari in bianco pronti per la spendita.

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