Palermo. La polizia di stato risolve il caso di un tentato omicidio

Palermo, 21 maggio 2015 – Con l’operazione “All in”, la Polizia di Stato ha, compiutamente, risolto il giallo di una rapina finita male e sfociata nel tentato omicidio di un uomo, avventore di una nota sala scommesse cittadina, ubicata in centro, aggredito a pistolettate, la notte dello scorso 6 ottobre.

L’episodio destò particolare clamore ed allarmismo nella cittadinanza anche perché compiuto in una zona cittadina centralissima, a breve distanza da luoghi ritenuti l’epicentro della movida giovanile.

Personale della sezione “Antirapina” della Squadra Mobile di Palermo ha tratto in arresto La Targia Alessandro, 25enne di via Giancola, Bertolino Alessandro, 22enne di vicolo Cappellieri e Randazzo Antonino, 35enne di piazza Olivella.

I provvedimenti sono stati disposti dal G.I.P. del Tribunale di Palermo, d.ssa Maria Pino, su richiesta del P.M., dr. Siro De Flammineis.

Tutti gli arrestati dovranno rispondere dei reati di tentato omicidio, aggravato dai futili motivi, rapina aggravata, detenzione e porto  illegale di pistola.

La notte dello scorso 6 ottobre, un uomo ed una donna, dopo aver trascorso la serata e parte della nottata a scommettere in una sala giochi cittadina di via Cavour, uscirono dal locale e si avviarono verso la vettura dell’uomo. I due, già all’interno dell’abitacolo, furono, in breve, raggiunti da altrettanti malviventi. La sequenza fu rapida e drammatica: uno dei due assalitori chiese di aver consegnato il borsello dell’uomo che, prima ancora di farlo, si vide attinto da tre colpi d’arma da fuoco. La vittima, ferita gravemente ma non mortalmente, rese ai poliziotti una versione dell’accaduto che è stata ampiamente confermata da quella della conoscente, suo malgrado testimone dell’agguato, e dalle numerose telecamere che hanno registrato, fedelmente, quanto accaduto quella notte.

Proprio le immagini delle telecamere hanno reso ai poliziotti preziosi elementi d’indagine, confermando l’ipotesi investigativa di partenza e cioè che il delitto potesse esser stato pensato e fosse maturato nella vicina zona della “champagneria”, noto crogiolo cittadino di etnie, di giovani e, anche, di gruppi criminali di diversa estrazione.

I poliziotti hanno così esercitato una incalzante opera di ricerca sulla nutrita cerchia di frequentatori che animano la vita notturna dei pub ed anche grazie a tale attività investigativa sono giunti ai responsabili del tentato omicidio.

Già nelle immediatezze del delitto, la poderosa macchina investigativa aveva fatto saltare fuori il nome di  BOUKADIDA Anes, nato in Tunisia il 11.4.1969, di fatto domiciliato a Palermo e senza fissa dimora. L’uomo, assiduo frequentatore della zona della “champagneria” e quindi anche delle vie adiacenti la sala scommesse, era stato ripreso dalle telecamere a far da spola tra i marcipaiedi della via dove era maturato il delitto.

Il criminale fu tratto in arresto due giorni dopo il tentato omicidio, l’8 ottobre 2014, ma quell’arresto, ben lungi dal chiudere il caso, ha rappresentato per gli agenti un punto di partenza.

Da quel momento le indagini sono proseguite senza soluzione di continuità ed hanno continuato a battere gli ambienti della malavita, circostanziata in quella zona cittadina.

Preziose sono state le immagini fornite da numerose telecamere di altrettanti esercizi commerciali della zona, rese ancor più fruibili attraverso un minuzioso lavoro di sviluppo e rappresentazione tridimensionale delle stesse immagini, realizzato dai poliziotti del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica.

Gli investigatori hanno quindi incrociato queste immagini con il significativo flusso di dati provenienti dalle celle telefoniche di quell’area.

Dopo un attento, scrupoloso, lunghissimo lavoro di analisi, si è così risaliti a Bertolino, La Targia e Randazzo.

Le fasi precedenti la rapina e quelle successive l’aggressione sono state fissate dalle numerose telecamere che hanno ripreso un vero e proprio film dell’agguato.

Le immagini sono state rigorosamente esaminate, comparate e aggregate nella loro sequenza temporale; hanno immortalato i quattro attori criminali incontrarsi più volte nel corso di  summit preparatori, nei pressi di un pub di via Spinuzza, risultato essere nella disponibilità di Bertolino, di fatto, base operativa dei malviventi e, presumibilmente, luogo sfruttato per la custodia dell’arma.

Testa pensante del commando è risultato proprio Bertolino, che è stato, per altro, immortalato mentre cede la pistola a La Targia, quest’ultimo incaricato di effettuare la rapina e cecchino della vittima.

Bertolino, durante l’agguato, ha mantenuto una posizione defilata, stazionando proprio nei pressi del suo pub, per “supervisionare” l’azione criminale dei complici.

La Targia e  BOUKADIDA Anes  sono i due componenti della banda, avvicinatisi alla vittima quando questa si trovava già in macchina, come fotografato dalle immagini.

Particolrmente eloquenti le riprese delle telecamere interne della sala scommesse che hanno dato conto di come Bertolino e Randazzo, in tarda serata e quindi qualche ora prima dell’agguato, avessero compiuto un blitz all’interno del locale e, fingendo di giocare ad una macchinetta, seduti a breve distanza dalle due vittime, ne avessero attentamente scrutato i movimenti.

Avuta certezza della presenza dell’uomo, poi rimasto vittima dell’agguato anzidetto, i due malviventi sono usciti dalla sala scommesse, hanno incontrato i due complici e con loro hanno limato gli ultimi dettagli dell’agguato che, solo per pura casualità e, comunque, per cause indipendenti dalla volontà degli assalitori, non ha prodotto tragiche conseguenze.

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