Palermo. Operazione per la sicurezza nei cantieri edili e lotta al lavoro nero

Sicurezza nei cantieri edili e lotta al lavoro nero: nell’ultima settimana 8 ispezioni, 5 denunce a piede libero, trovati 6 lavoratori in nero, sospese 2 attivita’commerciali a Carini e Capaci, sanzioni amministrative e ammende per oltre € 60.000,00, recuperati circa € 5,000,00 di contributi INPS

Palermo, 6 novembre 2014 – I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Comando Provinciale di Palermo, nell’ultima settimana hanno continuato nell’azione di verifica e controllo del mondo del lavoro a Palermo, Valledolmo, Capaci e Carini. Nel corso dei servizi finalizzati al contrasto del lavoro “nero” nella Conca d’Oro e dintorni, d’intesa con il direttore della Direzione Territoriale del Lavoro di Palermo Ing. Michele Augugliaro, l’Arma del capoluogo ha sottoposto a vigilanza ispettiva varie aziende fra edilizia e commercio: 1 a Valledolmo, 1 a Carini, 1 a Capaci e 5 a Palermo. I Carabinieri hanno complessivamente:

  • ispezionate 8 aziende e verificate 21 posizioni lavorative;
  • scoperto 6 lavoratori del tutto privi di tutela assicurativa e previdenziale, ovvero completamente “in nero”;
  • intimato la sospensione dell’attività imprenditoriale in 2 attività commerciale di pertinenza delle 2 ditte ispezionate , nella prima a Carini per avere impiegato 4 lavoratori su 4 in nero, nella seconda a Capaci per avere impiegato 2 lavoratori in nero su 6 . Per sospendere l’attività imprenditoriale la percentuale di lavoratori in nero dev’essere pari o superiore al 20% della forza lavoro presente;
  • deferito alla Procura della Repubblica di Termini Imerese:
    • n. 1 datore di lavoro titolare di impresa edile per avere mancato di formare, informare e sottoporre a visita medica il lavoratore dipendente;
    • n. 1 coordinatore sicurezza responsabile di non avere verificato l’idoneità delle ditte ad operare in cantiere e al loro coordinamento, nonché di avere redatto un piano di sicurezza e coordinamento non idoneo a tutelare la sicurezza fisica dei lavoratori;
    • n. 2 lavoratori autonomi, poiché privi della prevista visita medica,
  • deferito invece alla Procura della Repubblica di Palermo:
    • n. 1 datore di lavoro di esercizio commerciale per avere impiegato un impianto di video sorveglianza senza accordo sindacale, né autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro di Palermo.

I commercianti sospesi, per riaprire le attività, hanno subito ottemperato alle prescrizioni regolarizzando i dipendenti in nero e versando parte delle sanzioni amministrative per un totale di 3900,00€: dovrà inoltre versare i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori non corrisposti ai 6 operai, oltre a corrispondere una maxi sanzione di 4000€ per ogni lavoratore scoperto “in nero”.

A conclusione delle attività intraprese sono state contestate sanzioni amministrative per complessivi 25.000,00€ e ammende pari a 38.579,00€: il “lavoro nero” allorché emerge costa di più del lavoratore tutelato a norma di legge.

Il lavoro dell’Arma, proseguito anche in quest’ultima parte dell’anno, mette in luce ancora una volta una  situazione difficile, che vede soprattutto nell’edilizia il settore di maggiore incidenza del lavoro nero. E’ proprio in questo settore che l’Arma pone un’attenzione particolare per prevenire le c.d. “morti bianche”. Le Stazioni Carabinieri, nel bicentenario della loro esistenza a presidio del territorio e tutela del cittadino operano in simbiosi coi Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro, che esprimono ogni sforzo per intervenire tempestivamente nelle situazioni di pericolo prima che succeda l’irreparabile. L’invito a tutti è quello di non girare lo sguardo davanti a situazioni di evidente pericolo che possano non fare tornare a casa la sera un padre di famiglia e di informare le Istituzioni : un operatore edile rischia il doppio se non opportunamente formato, informato e testato sotto il profilo medico. L’operaio deve conoscere i pericoli del luogo di lavoro attraverso una mirata istruzione derivante dal documento di valutazione dei rischi. Deve avere tutti i dispositivi di protezione individuale, sia per i pericoli di caduta di oggetti dall’alto, sia le  imbracature per i lavori in quota, sia le attrezzature basilari: guanti, scarpe antiscivolo, caschi. Non si deve nemmeno lasciare che l’operaio stesso, per semplice insofferenza non utilizzi gli accorgimenti e non si serva dei dispositivi di protezione individuale, anche lui in questo caso viola il testo unico per la sicurezza (D.Lgs. 81/’08) e diventa perseguibile.

Le intese fra Direzione Territoriale del Lavoro e Comando Provinciale Carabinieri, prevedono la massimizzazione dei controlli e dell’attività ispettiva del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Palermo con il supporto dell’Arma territoriale, per l’osservanza delle norme di tutela dei rapporti di lavoro, di legislazione sociale, di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro.

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