Palermo. Sequestrati beni riconducibili all’imprenditore Vincenzo Artale di Alcamo

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e sotto il coordinamento del Procuratore Aggiunto Teresa Maria Principato, hanno sequestrato beni, per un valore complessivo pari a oltre 5 milioni di euro, riconducibili all’imprenditore alcamese Vincenzo ARTALE (classe 1952) e al suo nucleo familiare.
A seguito delle minuziose indagini patrimoniali eseguite dal G.I.C.O. di Palermo in parallelo alle investigazioni dei Carabinieri di Trapani culminate con l’arresto dei giorni scorsi di Vincenzo ARTALE, sono stati sequestrati 2 abitazioni, 2 terreni, rapporti finanziari, 4 veicoli, la ditta individuale intestata al predetto indagato, operante nel settore dell’edilizia e con sede ad Alcamo, nonché 3 società.
Tra queste vi sono la “OCCIDENTALCEM S.r.l.”e la “IN.CA. S.a.s. di Artale Vincenzo & C.” entrambe produttrici di calcestruzzo e ora gestite da un amministratore giudiziario.
In particolare, la “IN.CA. S.a.s. di Artale Vincenzo & C.” aveva assunto, grazie al sostegno della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo guidata dal boss Mariano SARACINO (1947), una posizione di sostanziale monopolio quale fornitore di cemento alle aziende edili operanti nel Trapanese. Proprio per aver tentato di imporre ad alcuni imprenditori l’acquisto di calcestruzzo prodotto dalla società, l’ARTALE è indagato insieme ad altri soggetti.
Gli accertamenti patrimoniali svolti dalle Fiamme Gialle palermitane hanno fatto emergere la consistente sproporzione del valore dei beni posseduti rispetto ai redditi dichiarati negli anni dall’indagato e dal suo nucleo familiare e permesso quindi di fondare su tale sbilancio il provvedimento di sequestro.

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