Porto Recanati. Ricostruita dal filiera del falso: GdF sequestra oltre 2.000 articoli recanti marchi contraffatti

Ricostruita la filiera del falso. La Guardia di Finanza di Porto Recanati ha sviluppato un’indagine che ha portato alla scoperta di un laboratorio per la produzione di capi di abbigliamento recanti marchi contraffatti. Sequestrata anche una macchina da cucire utilizzata per apporre le etichette “griffate” su anonimi indumenti. Sequestrati oltre 2.000 articoli pronti per essere commercializzati sul litorale marchigiano. Denunciati due soggetti di origine senegalese.

Porto Recanati, 01 giugno 2015 – I Finanzieri di Porto Recanati partendo dal commercio abusivo operato sul lungomare della provincia sono riusciti a risalire la filiera di distribuzione fino ad arrivare ad un deposito ed ad un laboratorio artigianale del falso.
Si è partiti da alcuni accertamenti effettuati nel corso del mercato settimanale di porto Recanati e si è risaliti ad un commerciante senegalese che è stato bloccato con grandi buste di plastica zeppe di prodotti con marchio contraffatto.
Attraverso gli accertamenti, da tempo in corso per una completa mappatura dell’Hotel House, si è immediatamente risaliti all’appartamento dove il soggetto era domiciliato.
All’interno dell’appartamento è stato scoperto un laboratorio clandestino per applicazione di etichette “griffate” su anonimi capi di abbigliamento e scarpe. In particolare nel laboratorio i prodotti anonimi venivano trasformati in più appetibili calzature “Converse All Star” e capi di abbigliamento “Colmar”. Oltre al laboratorio sono stati rinvenuti altri prodotti contraffatti: camicie, giubbotti, polo, borse, portafogli, foulard, costumi da bagno e occhiali da sole.
Sequestrata anche una macchina da cucire con la quale venivano artigianalmente apposte le etichette sopra indicate.
In totale sono stati sequestrati più di 2.000 articoli griffati, pronti per essere commercializzati sul litorale marchigiano durante l’imminente stagione estiva.
Da ulteriori accertamenti svolti nei confronti del commerciante senegalese è emerso che lo stesso, benché in possesso di partita IVA e licenza commerciale, era di fatto un evasore totale, in quanto non aveva mai presentato alcuna dichiarazione ai fini IVA e Imposte Dirette.
L’attività era gestita unitamente ad altri due connazionali e, quindi, i tre soggetti senegalesi sono stati tutti denunciati a piede libero alla locale A.G.
L’operazione conferma il ruolo della Guardia di Finanza nella tutela della correttezza del mercato e in particolare nel contrasto al mercato della contraffazione, i cui profitti, com’è noto, sono in gran parte destinati ad alimentare le organizzazioni criminali.

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