Pronto Soccorso di Ragusa, calvario per i pazienti: più di dodici ore di attesa

Caos al pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Ragusa. Tra i pazienti c’è anche chi ha trascorso l’intera giornata facendo spola tra la piccola sala d’attesa e il corridoio prima di poter essere visitato.

Alle 21.00 di ieri il pronto soccorso brulicava di gente, circa una trentina di pazienti a cui di ora in ora si andavano ad aggiungere nuovi arrivi.

Una situazione di normale amministrazione, pare, a cui purtroppo sembra difficile far fronte.

Tante le storie, come quella della signora giunta al pronto soccorso alle dieci e mezza della mattina, per delle fitte al cuore e allo stomaco e che alle 2,00 di questa notte era ancora seduta in attesa dell’esito o quella del ragazzo arrivato al pronto soccorso, intorno alle 16, per una ferita alla mano e che solo a mezzanotte è riuscito a tornare a casa. E come loro tanti altri seduti, in attesa di aver conto e ragione, guardando le lancette dell’orologio scorrere lentamente.

Dall’altra parte, a far fronte al continuo sopraggiungere di pazienti, nella serata, due medici e tre infermieri, di cui solo uno all’accoglienza.

L’arrivo dei casi più gravi e le urgenze continuavano ad allungare i tempi di attesa.

Nella piccola saletta, tra il caldo estenuante e la presenza dei numerosi pazienti, l’aria diventava sempre più irrespirabile, lo spostamento nei corridoi, a turnazione, diventava d’obbligo.

E intanto cresceva l’insofferenza dei pazienti e del personale, chiaro segno delle condizioni di disagio vissute.

Qualcuno decide anche di abbandonare, non perché non abbia bisogno delle cure ma perché in quelle condizioni l’attesa diventa impossibile.

Al punto in cui siamo occorre un intervento urgente, l’insostenibilità della situazione è evidente da troppo tempo.

E in un pronto soccorso non è ammissibile pensare di mantenere del personale in situazioni di stress continuo con la possibile conseguenza di poter commettere errori, a volte banali come la trascrizione del nome di un paziente o peggio nel refertare le condizioni del paziente appena giunto in pronto soccorso.

Chi di dovere ha il compito di intervenire, magari trascorrendo una giornata in pronto soccorso per rendersi conto di ciò che giornalmente avviene e capire in che modo agire per assicurare ai pazienti le giuste cure e il giusto trattamento.

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