Ragusa. 190 gli scafisti fermati nel 2016 (26 minori): Nel 2015 sono stati 147

La Polizia di Stato è in questo momento impegnata a gestire il trasferimento dei numerosi migranti giunti in queste ultime ore, presso le strutture individuate sul territorio nazionale dalla Prefettura di Ragusa.
Tanti i minori non accompagnati presenti al centro, in attesa di un alloggio idoneo.

Nel 2016 all’Hot Spot di Pozzallo hanno già fatto ingresso 17.477 migranti in occasione di 53 sbarchi.

RAGUSA – La Polizia a seguito di questo nuovo sbarco, ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di: JOB Sheikh, nato in Gambia il 27.2.1998, NING Aliou, nato in Senegal il 1.1.1995 e FANTA KENE Zampul, nato in Mali il 1.1.1996 (2° gommone), DIJBRIL Tcham, nato in Guinea il 1.2.1996 (1° gommone), GARNETT KPOTO Augustine nato in Liberia il 03.12.1997 e BOUIBITRA Fidel nato in Costa D’Avorio l’1.01.1987 (3° gommone).
Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.
I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE

Alle ore 07.06 del 03/12/2016 nel corso del dispositivo EUNAVFORMED l’unità navale “Aquarius” riceveva chiamata da uno degli aeromobili in servizio di pattugliamento nel Mediterraneo che segnalava la presenza di un gommone di colore blue con a bordo circa 200 migranti e la presenza di alcune persone in acqua. Le condizioni del gommone, così come riferito dall’aeromobile, erano critiche in quanto stava affondando. Per tale motivo l’unità navale “Aquarius” si dirigeva verso la posizione comunicata. Veniva informata quindi IMRCC di Roma che disponeva che la nave “Aquarius” si dirigesse verso quella posizione e prendesse contatto con la nave irlandese P61 che aveva il comando dell’evento SAR. Alle ore 08.14 la nave Aquarius raggiungeva il gommone in difficoltà ed apprendeva dalla nave irlandese P61 che vi erano 10 persone in acqua. Venivano così iniziate le operazioni di salvataggio che terminavano alle successive ore 09.12 con il salvataggio di 143 migranti. Veniva così disposto da IMRCC Roma che la nave Aquarius effettuasse rendez-vous con la nave Phoenix per trasbordare i migranti salvati a bordo di quest’ultima che nel frattempo aveva già effettuato altri due salvataggi, cosa che avveniva alle ore 16.20 successive.
Dopo aver effettuato il trasbordo dei 143 migranti la nave Phoenix, su disposizione di IMRCC Roma, dirigeva verso il porto di Pozzallo, dove giungeva alle ore 8:30 del 05/12/2016.
Dopo le operazioni sanitarie di rito, i migranti venivano trasferiti presso l’Hotspot per le operazioni di pre-identificazione.

ORDINE PUBBLICO ED ASSISTENZA

Il lavoro degli agenti della Polizia è sempre molto difficile in quanto bisogna far conciliare le esigenze di ordine pubblico, quelle di Polizia Giudiziaria ed ovviamente l’assistenza ai migranti appena sbarcati che resta prioritaria.
Il Funzionario dirigente del servizio di Ordine e Sicurezza Pubblica della Polizia di Stato, con a disposizione decine di uomini, ha dovuto poi coordinare, le immediate partenze, i trasferimenti dall’Hot Spot ad altre regioni di centinaia di migranti, in piena sinergia con i funzionari della Prefettura che coordinano la “macchina” dell’accoglienza.
Le operazioni di sbarco non hanno fatto registrare criticità ed è stata prestata la massima attenzione verso i soggetti che avevano bisogno di cure mediche, in particolar modo diverse donne incinte e minorenni.
Alle procedure hanno partecipato 30 Agenti della Polizia di Stato ed altri uomini appartenenti alle Forze dell’Ordine ed all’Esercito Italiano, così come gli Enti inviati dalla Prefettura di Ragusa, Protezione Civile, Croce Rossa Italiana e medici dell’A.S.P. per le visite mediche.
Le attività dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato risultano sempre complesse, dovendo essere espletate in tempi ristretti numerose incombenze, così da permettere un immediato invio dei migranti in idonee strutture d’accoglienza individuate dalla Prefettura in base ad un articolato piano di riparto nazionale del Ministero dell’Interno.
La Polizia Scientifica ha lavorato consequenzialmente senza sosta per le operazioni di preidentificazione e fotosegnalamento, in considerazione dei nuovi arrivi. Si sta procedendo al fotosegnalamento dei migranti sbarcati ed al loro trasferimento ad operazioni ultimate, da parte degli uomini della Polizia di Stato che lavorano senza sosta.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota della Guardia di Finanza ed una dei Carabinieri, hanno sottoposto a fermo 6 scafisti riconosciuti dai i migranti come coloro che hanno condotto i gommoni soccorsi.
Le indagini sono state condotte senza sosta per 16 ore e gli uomini della Squadra Mobile.
Gli arrestati sono stati condotti in carcere a Ragusa a disposizione dell’A.G. iblea in attesa del processo.

LA CATTURA

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.

BILANCIO ATTIVITA’ DELLA POLIZIA

Nel 2016 sono 190 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 150 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.

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