Ragusa, 392 migranti a bordo di 3 gommoni. Individuati 4 scafisti, uno è minore. (VIDEO)

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota della Guardia di Finanza ed una dei Carabinieri, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto 3 scafisti maggiorenni e denunciato un minore di 16 anni.

Si tratta di AL HASSAN Haruna, nato in Togo il 04.05.1995, HASAN JAMA Mukhtar, nato in Somalia il 01.01.1997 e YUSUPHA Annabeli, nato in Gambia il 01.01.1997 ed un minore di anni 16. Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche.

Le indagini sono durate a lungo anche perché lo sbarco di tutti i migranti è durato diverse ore stante il numero delle persone soccorse ed in tempo di notte è stata fatta una pausa per permettere ai testimoni di riposare.

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione.

Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.

Ancora una volta si sottolinea il ruolo fondamentale degli interpreti, i quali permettono l’escussione di tutti i migranti, testimoni di quanto accaduto durante la traversata.

Gravissimi i rischi corsi, anche in questa occasione, dai migranti così come da loro riferito. Gli accertamenti su un migrante ferito da arma da fuoco, hanno permesso di appurare che lo stesso fosse stato colpito circa 8 mesi fa in Libia per fatti non inerenti il traffico dei migranti.

I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

 

 

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