Ragusa. Evaso decine di volte dai domiciliari, va in carcere Scrofani Rosario

Era stato arrestato più volte dai carabinieri per evasione, resistenza e lesioni a P.U.

Ragusa, 13 maggio 2015 – I Carabinieri di Ragusa hanno arrestato per l’ennesima volta Rosario SCROFANI, ragusano di 54 anni, che dal 2013 sta scontando una misura cautelare agli arresti domiciliari per violenza sessuale su minore. Stavolta però lo SCROFANI – evaso decine di volte nel solo 2015, arrestato PER BEN 6 volte e in più circostanze deferito a piede libero – è stato associato alla Casa Circondariale di Ragusa CON UN PROVVEDIMENTO DEL Tribunale di Ragusa che gli ha revocato la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari.
Solo la settimana scorsa lo SCROFANI era stato arrestato due volte: venerdì pomeriggio era stato tratto in arresto, quando, all’uscita di un noto centro sportivo del capoluogo, aveva reagito con inaudita violenza al controllo di un Carabiniere libero dal servizio che si trovava di passaggio. All’esito dell’udienza di convalida, lo SCROFANI era stato rimesso ai domiciliari, e gli erano stati tolti alcuni benefici. E domenica mattina, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ragusa lo hanno sorpreso a rilassarsi sotto il sole di Marina di Ragusa, e lo hanno arrestato per evasione e guida senza patente (che gli era stata revocata dalla Prefettura di Ragusa, proprio a causa delle innumerevoli violazioni in materia).
Proprio in virtù degli innumerevoli episodi di evasione, il Sostituto Procuratore della Repubblica che dirige le indagini su SCROFANI, la Dott.ssa Alessia LA PLACA, ha deciso di chiedere al Giudice competente l’aggravamento della misura cautelare cui lo stesso è sottoposto.
Ieri il giudice – Dott. INFARINATO – ha disposto la misura cautelare in carcere, che prontamente è stata eseguita dai militari della Stazione Carabinieri di Ragusa, che a tal fine si sono recati presso l’abitazione dello SCROFNI, ove lo hanno prelevato e tratto in arresto.
Lo SCROFANI è stato quindi condotto presso la caserma di Piazza Caduti di Nassirya, e, successivamente, espletate le formalità di rito, tradotto presso la Casa Circondariale di Ragusa.

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