Ragusa, giro di prostituzione. La Polizia scopre insospettabile impiegato ragusano che affittava case a prostitute di diverse nazionalità

Il proprietario: “non ho neanche fatto il contratto perché le donne stavano massimo due settimane”.
Ieri il blitz della Squadra Mobile in via del Carso e la chiusura, con apposizione sigilli, di un’altra casa a luci rosse.
La segnalazione partita dai cittadini pochi giorni fa ha permesso di individuare un’altra “casa del piacere” che creava diversi problemi ai residenti.
Una residente: “non sono libera di uscire ed entrare quando e come voglio da casa mia perché c’è gente in fila che solo quando mi guarda mi fa venire i brividi; in più occasioni mi hanno citofonato per chiedermi di entrare, ho dovuto staccare la luce per evitare disturbo ed ero impaurita”.
Nel 2015 è la seconda “casa a luci rosse” chiusa, nel 2014 ben 15 quelle individuate dalla Polizia di Stato.
I controlli hanno fatto diminuire drasticamente le richieste d’intervento ma il fenomeno è ancora da debellare per il rispetto dei residenti e per il decoro del centro storico di Ragusa.

Ragusa, 28 maggio 2015 – La Polizia di Stato ieri pomeriggio è intervenuta con personale in borghese della Squadra Mobile in Via del Carso a Ragusa in quanto le residenti della zona avevano segnalato il solito via vai e la loro preoccupazione per la presenza di diversi uomini in coda per accedere ad una “casa del piacere”.
Qualche giorno addietro una donna si presentava presso gli uffici della Squadra Mobile per segnalare la presenza di prostitute all’interno dell’abitazione attigua alla sua. Impaurita e scossa per diverse vicissitudini rappresentate, la donna veniva rassicurata dalla Polizia di Stato che le indagini sarebbero partite immediatamente.
Il copione è ben conosciuto ai poliziotti, residenti esasperati dal via vai e dai continui errori dei clienti, con conseguenti richieste assurde ai vicini della “casa a luci rosse”.
Considerata l’incisività dei controlli della Polizia di Stato disposti dal Sig. Questore di Ragusa Giuseppe Gammino, gli onesti cittadini hanno trovato un punto di riferimento nell’Istituzione Polizia, pertanto giungono diverse segnalazioni al 113 e direttamente presso gli uffici della Squadra Mobile, tanto che nel 2014 sono state chiuse ben 15 case, adibite dai proprietari o locatari a luoghi dove poter consumare sesso a pagamento.
Il fenomeno è in decremento, ma non ancora debellato, poiché il business della prostituzione rende parecchio denaro a chi si prostituisce, a chi sfrutta ed a chi favorisce questo reato.
Ieri alle ore 18 gli agenti in borghese della Polizia di Stato si recavano direttamente presso l’abitazione segnalata in quanto una residente aveva poco prima visto entrare un anziano.
Gli uomini della Squadra Mobile, una volta fatto ingresso, identificano il cliente a la prostituta, una studentessa rumena che ha interrotto il percorso universitario in Italia per mancanza di denaro.
Il cliente e la prostituta venivano condotti negli uffici della Squadra Mobile grazie al congiunto intervento della Squadra Volanti.
Una volta presso gli uffici della Polizia di Stato, la donna ammetteva di svolgere l’attività di meretricio da quando residente in Italia, ma di farlo per libera scelta e perché senza denaro, per altro costretta ad interrompere gli studi universitari.
Il cliente, un anziano ragusano, riferiva di essersi recato li per la prima volta (strano che tutti i clienti dicano sempre così) e dopo l’identificazione veniva congedato.
Immediata la convocazione del proprietario dell’immobile, un insospettabile dipendente pubblico ragusano proprietario di diversi appartamenti in provincia.
L’uomo è stato diffidato e gli atti di Polizia Giudiziaria sono stati trasmessi agli organi competenti per le responsabilità amministrative della mancata registrazione del contratto di locazione e della contestuale evasione fiscale.
Il giro d’affari anche in questa occasione è di rilevante entità, tutto dipende dalle richieste dei clienti, i prezzi oscillano da 50 a 200 euro e chi si dedica alla prostituzione spesso si scambia le case tra città limitrofe per non incappare nei controlli della Polizia di Stato.
All’interno dell’abitazione sono stati trovati i soliti “accessori” per ogni gusto sessuale, falli di gomma, vibratori, gel lubrificanti, unguenti afrodisiaci, fruste, cinghie e corpetti sado-maso.
La Polizia di Stato continuerà a garantire al cittadino il massimo impegno per il ripristino delle condizioni di legalità nella Provincia di Ragusa qualora venissero a mancare; in particolar modo nei luoghi già segnalati del centro storico della Città di Ragusa.
“La Polizia di Stato è sempre al servizio della gente, in ogni momento è pronta ad intervenire per qualsivoglia esigenza legata alle attività istituzionali, per il ripristino della legalità”.

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