Ragusa. Per punizione gli tolgono telefono, per reazione fuggono per 36 ore

La Polizia di Stato convince coppia di ragazzini a rientrare a casa dopo la fuga. Indagini in corso per individuare i responsabili che hanno favorito la fuga dando ospitalità

Ragusa, 27 nov 2014 – La Polizia di Stato martedì sera ha ricevuto presso l’ufficio denunce della Questura una giovane madre in lacrime in quanto la figlia di appena 13 anni aveva fatto i bagagli ed era fuggita dalla loro abitazione di Ragusa.
Raccolta la denuncia, in breve tempo le Volanti e le pattuglie della Squadra Mobile setacciavano la città senza purtroppo trovare la piccola.
Dalle immediate indagini emergeva che la bambina si era allontanata insieme ad un altro ragazzo poco più grande anch’egli residente a Ragusa e parlando con le due mamme si poteva intuire la motivazione della fuga.
Non si è trattato, così come ipotizzato inizialmente, di una fuga d’amore ma di una fuga dalle regole, regole imposte dai genitori e soprattutto dalla punizione di aver requisito il telefono cellulare ad entrambi.
Questo elemento accomunava i due giovani che da un confronto decidevano di farla “pagare” ai genitori nel modo più brutto, fuggendo.
La piccola, per fortuna, prima di andare via aveva messo a soqquadro tutta casa per trovare il cellulare, elemento che per le indagini è stato fondamentale perché ha permesso di rintracciarla.
Ieri mattina dopo estenuanti tentativi da parte della Sala Operativa 113 durante la notte, personale specializzato della Squadra Mobile riusciva a contattare la bambina telefonicamente e dopo una lunga trattativa e promesse di mancate ulteriori punizioni, è stata convinta a tornare a casa dicendo dove si trovasse.
Raggiunta da personale in abiti civili della Polizia di Stato è stata affidata alla madre che ha perdonato la fuga cercando però di capire cosa fosse accaduto alla piccola tutta la notte.
Insieme alla bambina un altro ragazzino che era fuggito con lei perché destinatario della stessa punizione.
Non appena sono stati raggiunti dalla Squadra Mobile, i due ragazzi sono stati accompagnati in Questura dove hanno potuto riabbracciare le mamme particolarmente scosse per quanto accaduto. In considerazione della giovanissima età e di quanto accaduto i due minori sono stati ascoltati in compagnia dei genitori per poi essere lasciati andar via.
La Squadra Mobile continuerà le indagini per appurare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti che possono aver favorito la fuga volontaria e l’eventuale perpetrazione di reati ai danni dei due minori.
“La Polizia di Stato deve essere considerata un punto di riferimento per chi vive dei momenti difficili come quelli vissuti dalle due famiglie dei ragazzi fuggiti. Faremo sempre tutto il possibile per aiutare chi si trova in difficoltà. I giovani devono sapere che una fuga del genere può diventare pericolosissima se durante il percorso si incontrano le persone sbagliate, è necessario in questi casi tentare di dialogare con i genitori e non reagire in questo modo”

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