Ragusa. Prostituzione: chiusa una Casa del “piacere”

La Polizia di Stato interviene in C.so Mazzini a Ragusa su segnalazione degli esasperati cittadini.
Primi sigilli del 2015 per l’ennesima “casa del piacere”, nel 2014 ben 15 le case chiuse individuate dalla Polizia di Stato.
All’interno vi erano 2 prostitute dominicane ed un uomo residente a Modica che ha pagato 200 euro per praticare sesso di gruppo.
La casa era dotata di ogni comfort e le prostitute possedevano ogni tipologia di oggetto per i “gusti” dei clienti.
Gli oggetti: tra i più utilizzati fruste ed oli lubrificanti per la sodomizzazione dei clienti.
Le residenti della zona: “non ci sentiamo tranquille di rientrare in casa da sole quando vediamo tutti quei maschi bavosi davanti l’uscio di quelle signorine, sembrano disposti a tutto, grazie di essere intervenuti subito”.
La proprietaria dell’immobile possiede anche un altro stabile che era stato oggetto di controllo pochi mesi addietro. Oggi verrà denunciata per favoreggiamento della prostituzione.

RAGUSA – La Polizia di Stato ieri sera è intervenuta con personale in borghese della Squadra Mobile in C.so Mazzini a Ragusa in quanto i residenti della zona avevano segnalato il solito via vai e la loro preoccupazione per la presenza di diversi uomini in coda per accedere ad una delle “case del piacere”.
La segnalazione presentata presso gli uffici della Polizia di Stato di Ragusa è stata subito esaminata dagli investigatori che in poche ore hanno riscontrato la veridicità del contenuto e sono intervenuti al fine di porre fine all’attività di meretricio.

Il copione è sempre lo stesso, residenti esasperati dal via vai e dai continui errori dei clienti con richieste assurde ai vicini della casa a luci rosse.
Considerata l’incisività dei controlli della Polizia di Stato disposti dal Sig. Questore di Ragusa Giuseppe Gammino, gli onesti cittadini hanno trovato un punto di riferimento nell’Istituzione, pertanto giungono diverse segnalazioni al 113 e direttamente presso gli uffici della Squadra Mobile, tanto che nel 2014 sono state chiuse ben 15 case adibite dai proprietari o locatari a luoghi dove poter consumare sesso a pagamento.
Ieri alle ore 18 gli agenti in borghese della Polizia di Stato iniziavano il servizio che avrebbe previsto un’attività di appostamento nei pressi dell’abitazione segnalata ma, quando sono giunti davanti la porta di casa, hanno trovato la fila. Anche questo aspetto era già stato affrontato dai poliziotti che “scavalcando” la coda sotto gli occhi dei “clienti” quasi infastiditi, hanno bussato alla porta in considerazione che all’interno vi era già qualcuno.
Gli uomini della Squadra Mobile hanno comunque chiesto i documenti ai soggetti presenti in fila che a loro dire erano li tutti per caso.
All’interno dell’abitazione vi erano due dominicane ed un cliente che aveva dovuto interrompere il rapporto sessuale di gruppo in quanto “disturbato” dalla Polizia.
Il cliente e le prostitute venivano identificati e portati negli uffici della Squadra Mobile grazie al congiunto intervento della Squadra Volanti.
Una volta presso gli uffici della Polizia di Stato, le due donne ammettevano di svolgere l’attività di meretricio da quando residenti in Italia, ma di farlo per loro libera scelta. Il cliente modicano asseriva che per lui era la prima volta (strano che tutti i clienti dicano sempre così), ma rassicurato che il consumare rapporti sessuali a pagamento non costituisce reato, la preoccupazione era tutta verso un eventuale invio a casa di documentazione inerente il controllo da parte della Polizia.
L’uomo (disoccupato) aveva pagato ben 200 euro per consumare un rapporto sessuale con entrambe le prostitute ma non ha potuto neanche terminare perché interrotto dal controllo.
La proprietaria dell’immobile è nota agli uffici della Polizia di Stato in quanto è proprietaria di un’altra casa sita a Ragusa anche questa oggetto di controllo nei mesi addietro, dove erano state trovate altre prostitute e transessuali. La donna è stata nuovamente diffidata e gli atti di Polizia Giudiziaria sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica per eventuali responsabilità penali.
Diverse le sanzioni amministrative contestate alla proprietaria della casa per la mancata comunicazione dell’ospitalità di soggetti stranieri.
Il giro d’affari anche in questa occasione è di rilevante entità, tutto dipende dalle richieste dei clienti, i prezzi oscillano da 50 a 300 euro e chi si dedica alla prostituzione spesso si scambia le case tra città limitrofe per non incappare nei controlli della Polizia di Stato.
All’interno dell’abitazione sono stati trovati “accessori” di tutti i tipi, falli di gomma, vibratori, gel lubrificanti, unguenti afrodisiaci, fruste, cinghie e corpetti sado-maso.
Si può affermare, secondo quanto riferito dalle prostitute che i clienti più esigenti richiedono prevalentemente di essere frustati e sodomizzati, per questo in casa si trovano diversi oli lubrificanti.
Al termine del servizio di Polizia, la Squadra Mobile unitamente al personale della Squadra Volante accompagnava in Questura le donne accertando che la loro posizione sul territorio nazionale è regolare, in quanto in possesso di foglio di soggiorno ma sono state avviate le pratiche per il procedimento amministrativo di revoca.
La Polizia di Stato continuerà a garantire al cittadino il massimo impegno per il ripristino delle condizioni di legalità nella Provincia di Ragusa qualora venissero a mancare; in particolar modo nei luoghi già segnalati del centro storico della Città di Ragusa.
“La Polizia di Stato è sempre al servizio della gente e confida nelle segnalazioni di ogni tipologia di comportamento illecito; anche in questo caso la partecipazione dei cittadini è stata fondamentale per vincere il crimine.”.

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